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Normativa HSE 28 February 2026 343 letture

Novita Normative Sicurezza Lavoro 2026: Guida Completa

Il 2026 e un anno di svolta per la sicurezza sul lavoro in Italia. Dall'Accordo Stato Regioni al Decreto Sicurezza, dal RENTRI alla patente a crediti rafforzata: ecco tutte le novita normative che impattano sulle aziende, con scadenze e azioni da intraprendere.

INGAS
ing. Alessio S.

RSPP e Ingegnere informatico

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Novita Normative Sicurezza Lavoro 2026: Guida Completa

Il panorama normativo della sicurezza sul lavoro in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L'anno 2026 segna un punto di svolta cruciale per datori di lavoro, RSPP, preposti e tutti gli attori del sistema prevenzionistico, con scadenze imponenti e novità normative che richiedono un aggiornamento immediato delle competenze e delle procedure aziendali. La confluenza di diversi provvedimenti legislativi, dall'Accordo Stato-Regioni al Decreto Sicurezza Lavoro, dal RENTRI alla patente a crediti, configura un quadro regolatorio rinnovato che le imprese dovranno padroneggiare con tempestività e competenza. Questa guida completa analizza nel dettaglio ogni novità, fornendo agli operatori del settore gli strumenti necessari per comprendere gli obblighi, rispettare le scadenze e adeguare i propri sistemi di gestione della sicurezza alle nuove disposizioni normative.

Panoramica delle novità normative 2026

Illustrazione per Novita Normative Sicurezza Lavoro 2026: Guida Completa

L'anno 2026 si presenta come un vero e proprio spartiacque nel sistema italiano di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Le istituzioni hanno accelerato il processo di modernizzazione normativa, introducendo strumenti più efficaci per il contrasto al lavoro irregolare, la digitalizzazione dei controlli e il potenziamento della formazione. Il quadro complessivo emerge dalla convergenza di molteplici interventi legislativi che, pur avendo finalità specifiche diverse, contribuiscono a delineare un ecosistema normativo più articolato e exigente nei confronti dei soggetti obbligati.

Laratio sottostante a questa intensificazione normativa trova fondamento nei dati allarmanti dell'infortunistica italiana, che nel 2025 ha registrato oltre mille decessi sul lavoro. Il legislatore ha quindi ritenuto indispensabile un intervento deciso su più fronti, dalla formazione obbligatoria ai meccanismi di incentivazione, dalla digitalizzazione amministrativa al rafforzamento dell'attività ispettiva. Le aziende si trovano così di fronte a un anno cruciale in cui dovranno implementare modifiche significative ai propri assetti organizzativi e gestionali.

Il coordinamento tra le diverse fonti normative rappresenta una sfida non trascurabile per gli operatori. Il D.Lgs 81/08, che costituisce il testo fondamentale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, viene progressivamente integrato da disposizioni speciali che ne arricchiscono il contenuto e ne precisano gli ambiti applicativi. La conoscenza approfondita di questo quadro integrato diventa pertanto condizione essenziale per garantire la conformità aziendale e, soprattutto, per tutelare efficacemente la salute dei lavoratori.

I 5 cambiamenti più importanti dell'anno

Il primo cambiamento paradigmatico riguarda la conclusione del periodo transitorio dell'Accordo Stato-Regioni del 2021, con la scadenza del 23 maggio 2026 che impone nuovi requisiti formativi per preposti e datori di lavoro. Questa scadenza rappresenta il compimento di un percorso avviato oltre quattro anni fa e richiede una verifica immediata della propria posizione formativa da parte di tutti i soggetti interessati. L'Accordo ha ridefinito i criteri di erogazione della formazione, introducendo requisiti più stringenti in termini di contenuti, modalità e durata dei percorsi formativi.

Il secondo cambiamento concerne l'introduzione del badge di cantiere digitale, prevista dal Decreto Sicurezza Lavoro. Questo strumento, che troverà piena applicazione nel corso del 2026, mira a garantire la tracciabilità completa delle persone presenti nei cantieri temporanei o mobili, consentendo un controllo più efficace da parte delle autorità competenti. Il sistema, gestito dall'INAIL, prevede l'identificazione univoca di ogni soggetto presente in cantiere attraverso un dispositivo elettronico standardizzato.

Il terzo elemento di novità riguarda l'entrata in vigore del RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, che dal 13 febbraio 2026 rende obbligatoria la FIR digitale per tutti i produttori di rifiuti. Questa digitalizzazione, già operativa per alcune categorie, viene estesa a tutti gli operatori con effetti significativi anche sulla gestione documentale della sicurezza sul lavoro, particolarmente per le imprese che operano in settori ad alta intensità di rifiuti speciali.

Il quarto cambiamento di rilievo è rappresentato dall'introduzione della patente a crediti per le imprese edili, un meccanismo innovativo che subordina l'accesso ai cantieri alla dimostrazione di requisiti specifici in termini di regolarità contributiva, formazione e precedenti infortunistici. Questo strumento, concepito per contrastare il lavoro nero e la concorrenza sleale, impone alle imprese del settore un livello di attenzione significativamente più elevato.

Il quinto e ultimo cambiamento fondamentale concerne l'aggiornamento del Testo Unico D.Lgs 81/08 nell'edizione gennaio 2026, che incorpora il passaggio definitivo dalla certificazione OHSAS 18001 alla ISO 45001 come riferimento per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Questa transizione, già avviata da tempo nel panorama internazionale, trova ora pieno riconoscimento anche nel quadro normativo italiano.

Timeline delle scadenze principali

La gestione efficace delle scadenze normative 2026 richiede una pianificazione accurata delle attività di adeguamento. Il calendario si apre il 13 febbraio 2026 con l'obbligo generalizzato della FIR digitale per tutti i produttori di rifiuti ai sensi del RENTRI, trasformando radicalmente le modalità di gestione documentale della tracciabilità dei rifiuti. Questa data segna il termine del periodo transitorio durante il quale era ancora consentito l'utilizzo del formato cartaceo.

La scadenza del 23 maggio 2026 rappresenta il momento cruciale per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro. Decorre da questa data il termine per l'adeguamento alle nuove disposizioni dell'Accordo Stato-Regioni relative alla formazione dei preposti e dei datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP. Le imprese dovranno verificare che i propri preposti abbiano frequentato il corso specifico previsto dall'Accordo, le cui caratteristiche sono state definite dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome.

Nel corso del 2026 sono inoltre previste le date di attuazione progressiva del badge di cantiere digitale, con la definizione delle specifiche tecniche da parte dell'INAIL e l'avvio delle procedure di rilascio. Le imprese operanti nei cantieri temporanei o mobili dovranno dotarsi dei dispositivi necessari e adeguare le proprie procedure di accesso alle aree di lavoro. Parallelamente, la patente a crediti continuerà il suo percorso di implementazione, con l'adozione dei decreti attuativi necessari alla piena operatività del sistema.

Accordo Stato Regioni: fine del periodo transitorio

Illustrazione per Novita Normative Sicurezza Lavoro 2026: Guida Completa

L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2021, che ha ridefinito i requisiti formativi per le figure chiave della sicurezza aziendale, giunge al suo naturale completamento con la scadenza del periodo transitorio fissata al 23 maggio 2026. Questa data rappresenta il termine entro il quale tutti i preposti operanti nel territorio nazionale devono aver completato la formazione specifica prevista dall'Accordo, secondo le modalità e i contenuti definiti dalla Conferenza Permanente. Il percorso formativo, strutturato in moduli teorici e pratici, ha l'obiettivo di garantire che i preposti dispongano delle competenze necessarie per svolgere efficacemente i compiti loro affidati dalla normativa, con particolare riferimento alla vigilanza sull'applicazione delle disposizioni di sicurezza da parte dei lavoratori.

Un riferimento utile su questo argomento si trova nel nostro articolo dedicato a RSPP: Requisiti, Compiti e Responsabilità.

La rilevanza dell'Accordo risiede nella sua capacità di uniformare su tutto il territorio nazionale i requisiti formativi, superando le difformità che in passato avevano caratterizzato l'offerta formativa nelle diverse regioni italiane. L'articolo 37 del D.Lgs 81/08, comma 7, stabilisce che i preposti devono frequentare un corso specifico, le cui caratteristiche sono rimesse alla definizione della Conferenza Stato-Regioni. L'Accordo del 2021 ha quindi fornito concretezza a questa previsione normativa, dettando criteri uniformi che oggi assumono carattere pienamente vincolante. Le imprese che non avessero ancora provveduto all'adeguamento formativo dei propri preposti dovranno attivarsi con la massima urgenza per evitare situazioni di non conformità.

La conclusione del periodo transitorio comporta conseguenze significative anche sotto il profilo della responsabilità del datore di lavoro. L'articolo 17 del D.Lgs 81/08 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità della valutazione dei rischi e dell'adozione delle misure necessarie, mentre l'articolo 19 attribuisce ai preposti specifici obblighi di vigilanza. La formazione adeguata del preposto non rappresenta più un elemento facoltativo, ma un requisito essenziale per l'esercizio legittimo delle funzioni di vigilanza. La mancata ottemperanza a questo obbligo espone il datore di lavoro a sanzioni significative e, in caso di infortunio, può configurare profili di responsabilità aggravata.

Scadenza 23 maggio 2026 e impatto sulla formazione

La scadenza del 23 maggio 2026 impone una riflessione approfondita sulle modalità di erogazione della formazione e sulle tempistiche di adeguamento. L'Accordo Stato-Regioni ha previsto un percorso formativo strutturato in moduli, con una durata complessiva che varia in funzione della complessità del settore di appartenenza dell'impresa e dei rischi specifici presenti. Per i preposti delle imprese a rischio medio, la durata minima del corso è di 24 ore, mentre per le imprese a rischio alto la durata minima sale a 32 ore. Queste tempistiche includono sia la formazione teorica che le esercitazioni pratiche, quest'ultime finalizzate allo sviluppo delle competenze necessarie per l'individuazione e la gestione delle situazioni di rischio.

L'impatto sulla formazione aziendale si estende oltre la mera erogazione dei corsi. Le imprese dovranno infatti predisporre e mantenere aggiornata la documentazione attestante l'avvenuta formazione dei propri preposti, conservando i registri delle presenze e gli attestati rilasciati dai soggetti formatori. L'articolo 18 del D.Lgs 81/08 impone al datore di lavoro l'obbligo di conservare la documentazione relativa alla formazione e di metterla a disposizione delle autorità competenti in caso di richiesta. La digitalizzazione dei processi formativi, già avviata negli anni precedenti, viene ulteriormente incentivata attraverso l'introduzione di sistemi di tracciabilità che consentono la verifica dell'effettiva partecipazione ai corsi.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il riconoscimento della formazione già effettuata prima della scadenza dell'Accordo. Il periodo transitorio ha consentito ai preposti in servizio alla data di entrata in vigore dell'Accordo di completare l'adeguamento formativo entro il 23 maggio 2026, senza necessità di ripetere l'intero percorso formativo. Tuttavia, i preposti che avessero già frequentato corsi secondo le previsioni dell'Accordo non dovranno ripetere la formazione, mentre coloro che non avessero ancora provveduto dovranno attivarsi immediatamente per la frequenza dei moduli mancanti. La formazione dovrà essere erogata da soggetti specificamente abilitati, secondo i criteri di qualità definiti dalla Regione o dalla Provincia Autonoma nel cui territorio l'impresa ha la sede legale o operativa.

Le figure più impattate: preposti e datori di lavoro

I preposti rappresentano la categoria più direttamente interessata dalla scadenza del 23 maggio 2026. Questa figura, definita dall'articolo 2 del D.Lgs 81/08 come il lavoratore che sovrintende all'attività lavorativa e garantisce la sorveglianza nonché il controllo operativo di altri lavoratori, svolge un ruolo cruciale nel sistema prevenzionistico aziendale. L'articolo 19 del decreto attribuisce ai preposti obblighi specifici in materia di vigilanza sull'applicazione delle norme di sicurezza, informazione e formazione dei lavoratori, e gestione delle emergenze. La formazione specifica prevista dall'Accordo Stato-Regioni rappresenta pertanto il fondamento per l'esercizio efficace di queste funzioni.

I datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP costituiscono un'altra categoria significativamente impattata dalle nuove disposizioni. L'articolo 34 del D.Lgs 81/08 prevede che il datore di lavoro possa assumere direttamente l'incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, purché disponga della formazione necessaria. L'Accordo Stato-Regioni ha definito anche per questa categoria specifici requisiti formativi, che devono essere soddisfatti entro la scadenza del periodo transitorio. La violazione di questo obbligo comporta l'impossibilità di proseguire nell'esercizio diretto delle funzioni di RSPP, con conseguente obbligo di nomina di un responsabile esterno o interno all'azienda.

L'impatto sulle piccole e medie imprese merita particolare attenzione. Le PMI, che spesso dispongono di risorse limitate per la gestione della formazione, potrebbero trovarsi in difficoltà nel rispettare la scadenza, particolarmente nel caso in cui dispongano di più preposti da formare. Le associazioni di categoria e gli enti bilaterali hanno intensificato l'offerta formativa per rispondere a questa esigenza, predisponendo corsi specifici e modalità di erogazione flessibili che tengano conto delle esigenze organizzative delle imprese di minori dimensioni. La tempestività nell'avvio dei percorsi formativi diventa quindi un fattore critico per il rispetto della scadenza e per l'evitamento di situazioni di non conformità.

Decreto Sicurezza Lavoro (DL 159/2025 convertito)

Illustrazione per Novita Normative Sicurezza Lavoro 2026: Guida Completa

Il Decreto Sicurezza Lavoro, convertito nella legge 229/2025, rappresenta uno degli interventi normativi più significativi degli ultimi anni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il provvedimento, originariamente finalizzato al contrasto del lavoro irregolare e alla sicurezza nei cantieri, ha introdotto numerose disposizioni che vanno ad integrare il quadro normativo delineato dal D.Lgs 81/08. La conversione in legge ha confermato e rafforzato le disposizioni dell'originario decreto-legge, aggiungendo ulteriori strumenti per il potenziamento dell'attività ispettiva e il miglioramento delle condizioni di lavoro nei settori più a rischio.

L'architettura del Decreto si fonda su tre pilastri fondamentali: la digitalizzazione dei controlli attraverso il badge di cantiere, il potenziamento delle funzioni ispettive dell'INL e degli organismi paritetici, e l'incentivazione delle imprese virtuose attraverso la revisione del sistema di oscillazione del tasso INAIL. Questo approccio multidimensionale mira a intervenire simultaneamente su più fronti, combinando strumenti di controllo più efficaci con meccanismi premiali che incoraggiano l'adozione di comportamenti sicuri. L'integrazione con le disposizioni dell'Accordo Stato-Regioni sulla formazione contribuisce a delineare un sistema prevenzionistico più coerente e incisivo.

Le disposizioni del Decreto si applicano prevalentemente al settore delle costruzioni, che storicamente presenta i tassi di infortuniosità più elevati, ma numerose previsioni hanno carattere trasversale e riguardano tutte le imprese che operano in cantieri temporanei o mobili. L'introduzione del badge digitale rappresenta una novità di portata generale che avrà ricadute significative sulle modalità di gestione dei cantieri e sui sistemi di controllo da parte delle autorità competenti. La formazione continua del personale ispettivo e l'adeguamento delle strutture tecniche degli enti coinvolti costituiscono ulteriori elementi di novità che richiederanno un impegno significativo da parte delle istituzioni.

Badge di cantiere digitale

Il badge di cantiere digitale costituisce lo strumento principale attraverso cui il Decreto Sicurezza Lavoro persegue l'obiettivo della tracciabilità completa delle persone presenti nei cantieri. Il sistema, gestito dall'INAIL, prevede l'assegnazione a ogni lavoratore di un dispositivo elettronico contenente i dati anagrafici, la formazione effettuata e l'idoneità sanitaria. Il badge consente l'identificazione immediata del lavoratore da parte degli organi di controllo e la verifica automatica della regolarità della posizione formativa e contrattuale. L'introduzione di questo strumento risponde all'esigenza di contrastare efficacemente il lavoro nero e la presenza in cantiere di personale non formato, due fattori che storicamente contribuiscono in misura significativa all'elevata incidentalità del settore delle costruzioni.

Ti invitiamo a consultare anche il nostro approfondimento su Rischio Chimico: Regolamento CLP e REACH per una visione piu completa.

Le specifiche tecniche del sistema sono state definite con decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e l'INAIL, che ha curato lo sviluppo della piattaforma informatica. Il badge utilizza tecnologie standard che garantiscono la compatibilità con i sistemi di controllo già in uso nei principali cantieri italiani e consente l'interoperabilità con i database delle principali istituzioni coinvolte nella vigilanza. L'INAIL ha previsto un periodo di sperimentazione durante il quale le imprese hanno potuto testare il sistema e segnalare eventuali criticità, prima dell'entrata in vigore dell'obbligo generalizzato.

L'implementazione del badge digitale richiede un adeguamento significativo da parte delle imprese, che dovranno dotarsi dei dispositivi di lettura necessari e integrare i propri sistemi di gestione del personale con la piattaforma INAIL. I costi di implementazione, pur contenuti rispetto ai benefici attesi, rappresentano un investimento significativo per le piccole imprese del settore. Il legislatore ha previsto un regime transitorio che consente alle imprese di adeguarsi gradualmente, ma la piena operatività del sistema è prevista entro il 2026. Le sanzioni per la mancata applicazione del badge sono state definite in modo proporzionato alla gravità della violazione, con importi che possono raggiungere importi significativi in caso di recidiva o di violazioni particolarmente gravi.

Potenziamento Ispettorato del Lavoro

Il potenziamento dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro rappresenta un elemento centrale della strategia di contrasto al lavoro irregolare e di miglioramento delle condizioni di sicurezza. Il Decreto Sicurezza Lavoro ha previsto un significativo rafforzamento delle dotazioni organiche dell'INL, con l'assunzione di nuovo personale ispettivo e l'adeguamento delle strutture tecniche. Questo potenziamento si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione dell'attività di vigilanza, che mira a incrementare l'efficacia dei controlli attraverso l'utilizzo di strumenti digitali e l'integrazione delle informazioni tra i diversi enti coinvolti.

L'attività ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro viene quindi ad assumere una dimensione nuova, caratterizzata da controlli più frequenti e più approfonditi. L'INL dispone ora di poteri più ampi di accesso e ispezione, con la possibilità di adottare provvedimenti immediati in caso di gravi violazioni della normativa di sicurezza. La collaborazione tra INL, INAIL, ASL e organismi paritetici viene intensificata attraverso protocolli di intesa che prevedono lo scambio di informazioni e la programmazione congiunta delle attività ispettive. Questa integrazione consente di ottimizzare le risorse disponibili e di concentrare l'attività di controllo sulle situazioni a più alto rischio.

Le sanzioni per le violazioni in materia di sicurezza sono state oggetto di significativo inasprimento, con l'introduzione di importi più elevati e la previsione di meccanismi di progressività che tengono conto della gravità della violazione e dell'eventuale recidiva. Particolare attenzione è dedicata alle violazioni che riguardano la formazione dei lavoratori e la presenza di personale non formato in cantiere, che vengono considerate particolarmente gravi in considerazione del loro diretto collegamento con il rischio infortunistico. Le imprese sono quindi chiamate a prestare la massima attenzione alla conformità dei propri comportamenti alle prescrizioni normative, consapevoli che i controlli saranno sempre più frequenti e incisivi.

Incentivi INAIL e revisione aliquote oscillazione

Il sistema di incentivazione delle imprese virtuose attraverso la revisione delle aliquote di oscillazione del tasso INAIL rappresenta uno degli strumenti più efficaci per promuovere l'adozione di comportamenti sicuri. Il Decreto Sicurezza Lavoro ha introdotto significative modifiche al meccanismo di calcolo dell'oscillazione del tasso, rendendo più stringenti i requisiti necessari per accedere alle riduzioni e più consistenti gli sconti per le imprese che dimostrano particolare attenzione alla prevenzione. Questo intervento si inserisce nella più ampia strategia di modernizzazione del sistema assicurativo INAIL, che mira a trasformare l'Istituto da mero ente erogatore di indennizzi a protagonista attivo della prevenzione.

Le modifiche introdotte riguardano sia i requisiti per l'accesso alla riduzione sia i criteri di calcolo dell'oscillazione. Le imprese che intendono beneficiare dello sconto sul tasso INAIL dovranno dimostrare non solo l'assenza di eventi infortunistici gravi, ma anche l'adozione di specifiche misure di prevenzione e la formazione continua del personale. Il sistema premia in particolare le imprese che investono in tecnologie per la sicurezza, che adottano sistemi di gestione certificati e che partecipano attivamente ai programmi di formazione promossi dagli organismi paritetici. La certificazione ISO 45001, che ha sostituito la OHSAS 18001 come riferimento per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, viene riconosciuta come elemento qualificante ai fini dell'oscillazione positiva del tasso.

L'impatto economico di queste modifiche può essere significativo per le imprese di maggiori dimensioni, che operano in settori caratterizzati da tassi di premio elevati. Un'oscillazione negativa anche di pochi punti percentuali può tradursi in risparmi dell'ordine di decine di migliaia di euro annui, rappresentando un incentivo concreto all'investimento nella sicurezza. Il messaggio che emerge con chiarezza è che la prevenzione non costituisce solo un obbligo normativo, ma anche un investimento economicamente conveniente che produce benefici diretti sulla gestione aziendale. Le imprese che hanno già adottato sistemi di gestione della sicurezza strutturati e certificati si trovano in una posizione vantaggiosa per beneficiare immediatamente delle nuove disposizioni.

RENTRI: FIR digitale obbligatoria dal 13 febbraio

Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, noto con l'acronimo RENTRI, diventa pienamente operativo dal 13 febbraio 2026, con l'obbligo generalizzato della Firma Elettronica Avanzata digitale per tutti i produttori di rifiuti. Questa data segna il termine del periodo transitorio durante il quale era ancora consentito l'utilizzo del tradizionale formato cartaceo per il Formulario di Identificazione del Rifiuto e il modello SISTRI. L'entrata a regime del RENTRI rappresenta il compimento di un percorso di digitalizzazione avviato diversi anni fa e costituisce una delle più significative innovazioni nel campo della gestione ambientale e della sicurezza sul lavoro.

L'introduzione della FIR digitale ha implicazioni dirette sulla gestione della sicurezza nelle imprese che producono rifiuti speciali, particolarmente nei settori industriali, artigianali e delle costruzioni. La tracciabilità elettronica dei rifiuti consente un controllo più efficace da parte delle autorità competenti e riduce il rischio di smaltimenti illegali o non conformi. Per le imprese, questo si traduce in un sistema più snello e trasparente per la gestione della documentazione, che può essere completamente dematerializzata attraverso l'utilizzo della piattaforma digitale messa a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Gli adempimenti per le imprese includono la registrazione al portale RENTRI, l'abilitazione degli operatori autorizzati alla compilazione e firma dei documenti digitali, e l'adeguamento dei propri sistemi gestionali per l'integrazione con la piattaforma nazionale. La formazione del personale addetto alla gestione dei rifiuti assume particolare importanza in questo contesto, poiché la corretta compilazione della FIR digitale richiede competenze specifiche e una conoscenza approfondita della normativa in materia di classificazione e tracciabilità. Le sanzioni per la mancata ottemperanza agli obblighi RENTRI sono state significativamente inasprite, rendendo l'adeguamento un imperativo categorico per tutte le imprese coinvolte.

Patente a crediti: giro di vite sul lavoro nero

La patente a credito per le imprese edili rappresenta uno degli strumenti più innovativi introdotti nel sistema prevenzionistico italiano per il contrasto al lavoro irregolare e la promozione della legalità nei cantieri. Il meccanismo, che trova origine in esperienze analoghe già consolidate in altri paesi europei, subordina l'accesso ai cantieri alla verifica di specifici requisiti in termini di regolarità contributiva, formazione del personale e precedenti infortunistici. Ogni impresa dispone di un punteggio iniziale che può essere incrementato o decrementato in funzione del proprio comportamento in materia di sicurezza e legalità, con la possibilità di perdere l'abilitazione all'accesso ai cantieri in caso di accumulo di deficit eccessivi.

Nella nostra guida su Interpelli Sicurezza Lavoro: Come Consultarli trovi ulteriori dettagli su questo aspetto.

I criteri di attribuzione del punteggio iniziale e le regole di gestione del credito sono stati definiti con decreti ministeriali che hanno coinvolto il Ministero del Lavoro, l'INAIL e le parti sociali del settore delle costruzioni. Il punteggio iniziale viene attribuito sulla base di criteri oggettivi che tengono conto della storia dell'impresa in termini di regolarità contributiva, adempimenti formativi, eventi infortunistici e eventuali violazioni della normativa di sicurezza accertate dall'autorità ispettiva. Le imprese virtuose partono con un punteggio elevato che consente loro di operare serenamente, mentre le imprese con problematiche pregresse partono da posizioni più svantaggiate e devono costruire progressivamente la propria credibilità attraverso comportamenti corretti nel tempo.

L'impatto della patente a crediti sulle dinamiche del settore delle costruzioni è destinato a essere significativo. Le imprese che non riusciranno a conseguire o mantenere l'abilitazione saranno escluse dai cantieri, con conseguenze potenzialmente devastanti per la loro attività economica. Questo meccanismo rappresenta quindi un forte incentivo all'adeguamento spontaneo alle regole, poiché le imprese hanno un interesse diretto a migliorare il proprio comportamento per preservare l'accesso al mercato. Parallelamente, i committenti e i responsabili dei lavori saranno tenuti a verificare la validità della patente delle imprese prima di affidare incarichi, assumendo responsabilità in caso di inadempimento a questo obbligo di verifica.

Aggiornamento Testo Unico D.Lgs 81/08 edizione gennaio 2026

L'edizione gennaio 2026 del Testo Unico D.Lgs 81/08 incorpora le numerose modifiche introdotte nel corso degli anni dalla legislazione vigente, rappresentando il riferimento normativo aggiornato per tutti gli operatori del settore della sicurezza sul lavoro. Il testo unico, che costituisce il fondamento normativo del sistema prevenzionistico italiano, viene periodicamente aggiornato per incorporare le novelle legislative e chiarire gli aspetti applicativi più controversi. L'edizione 2026 assume particolare rilevanza per l'integrazione delle disposizioni del Decreto Sicurezza Lavoro e per il riconoscimento formale del passaggio dalla certificazione OHSAS 18001 alla ISO 45001 come standard di riferimento per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

Il Testo Unico si articola in nove titoli che disciplinano rispettivamente i principi generali, la valutazione dei rischi, la formazione, la documentazione, le sanzioni e le procedure di impugnazione. L'articolo 28, dedicato alla valutazione dei rischi, assume particolare rilevanza in quanto costituisce il fondamento dell'intero sistema prevenzionistico e impone al datore di lavoro l'obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e di elaborare il documento di valutazione dei rischi. L'articolo 17, che disciplina i principi generali di prevenzione, stabilisce che il datore di lavoro ha l'obbligo di evitare i rischi, valutare i rischi che non possono essere evitati e combattere i rischi alla fonte.

L'aggiornamento del Testo Unico tiene conto anche delle più recenti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione in materia di responsabilità per gli infortuni sul lavoro, fornendo indicazioni utili per la corretta applicazione delle norme da parte degli operatori. La giurisprudenza ha progressivamente chiarito i confini della responsabilità del datore di lavoro, del dirigente, del preposto e del lavoratore stesso, delineando un sistema di responsabilità articolato che tiene conto del ruolo di ciascun soggetto nel sistema prevenzionistico. La conoscenza di questi orientamenti giurisprudenziali risulta essenziale per comprendere concretamente gli obblighi e le responsabilità derivanti dalla normativa.

Passaggio da OHSAS 18001 a ISO 45001

Il passaggio dalla certificazione OHSAS 18001 alla ISO 45001 come standard di riferimento per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro trova ora pieno riconoscimento nell'edizione gennaio 2026 del Testo Unico. Questa transizione, che il mondo della prevenzione attendeva da tempo, allinea il quadro normativo italiano agli standard internazionali più avanzati e supera l'obsolescenza della OHSAS 18001, la cui fase di transizione si è conclusa nel settembre 2021. La ISO 45001, sviluppata dalla ISO come standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, offre un quadro di riferimento più strutturato e coerente con gli altri sistemi di gestione aziendale, facilitando l'integrazione della sicurezza nei processi produttivi.

Le differenze tra i due standard non sono meramente terminologiche, ma riflettono un'evoluzione significativa nell'approccio alla gestione della sicurezza. La ISO 45001 introduce il concetto di contesto dell'organizzazione, che richiede alle aziende di considerare tutti i fattori interni ed esterni che possono influenzare la capacità di raggiungere i risultati previsti per la salute e sicurezza dei lavoratori. Viene inoltre rafforzato il rupetto della leadership e dell'impegno della direzione, con l'attribuzione di responsabilità specifiche ai vertici aziendali per la definizione della politica di sicurezza e l'allocazione delle risorse necessarie. Il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti viene enfatizzato come elemento essenziale per l'efficacia del sistema.

Per le imprese certificate OHSAS 18001, la transizione alla ISO 45001 non rappresenta più un'opzione ma un obbligo per mantenere la conformità agli standard internazionalmente riconosciuti. I processi di certificazione devono essere aggiornati per tenere conto dei nuovi requisiti, con particolare attenzione alle aree di maggiore differenza tra i due standard. Le aziende che non avessero ancora avviato il percorso di transizione dovranno accelerare i tempi, consapevoli che la certificazione OHSAS 18001 non è più sufficiente per attestare la conformità ai migliori standard internazionali. Il sistema INAIL di oscillazione del tasso riconosce la certificazione ISO 45001 come elemento qualificante ai fini dell'ottenimento della riduzione del premio assicurativo.

La digitalizzazione di questi processi e possibile grazie al nostro piattaforma HSE integrata.

Tutela studenti PCTO e copertura INAIL

L'estensione della copertura INAIL agli studenti che svolgono Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento rappresenta una delle novità più significative in materia di tutela dei soggetti vulnerabili. Il riconoscimento della copertura assicurativa INAIL per gli studenti PCTO allinea l'Italia alle migliori pratiche europee in materia di sicurezza dei giovani e completa il quadro di tutela previsto dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli studenti che svolgono attività formative presso imprese o enti sono ora garantiti contro gli infortuni subiti durante lo svolgimento delle attività, con le stesse tutele previste per i lavoratori dipendenti.

La copertura INAIL per gli studenti PCTO comporta obblighi specifici per le imprese ospitanti, che dovranno includere gli studenti nella valutazione dei rischi e adottare le misure di prevenzione necessarie per tutelarne l'incolumità. La formazione degli studenti assume particolare rilevanza in questo contesto, poiché i giovani utenti dei percorsi formativi presentano caratteristiche di vulnerabilità specifiche che richiedono interventi mirati. L'articolo 37 del D.Lgs 81/08, che disciplina la formazione dei lavoratori, trova applicazione anche nei confronti degli studenti PCTO, con gli adattamenti necessari a tenere conto delle peculiarità della loro posizione.

Le implicazioni pratiche di questa estensione della copertura sono significative per le imprese che ospitano studenti PCTO. Sul piano assicurativo, l'impresa dovrà verificare che la posizione contributiva sia regolare e che la copertura INAIL sia effettivamente operativa per gli studenti presenti. Sul piano gestionale, dovranno essere adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei giovani formandi, con particolare attenzione all'affiancamento da parte di personale esperto e alla gradualità nell'esposizione ai rischi. La responsabilità dell'impresa ospitante nei confronti degli studenti PCTO è pertanto assimilabile a quella nei confronti dei lavoratori dipendenti, con le conseguenze che ne derivano in termini di prevenzione e tutela.

Borse di studio per superstiti di vittime del lavoro

L'istituzione di borse di studio per i superstiti di vittime del lavoro rappresenta un segnale di attenzione del legislatore verso le famiglie colpite dalla perdita di un congiunto a causa di infortuni sul lavoro. Questa iniziativa, inserita nel quadro delle politiche di welfare e di sostegno alle vittime, mira a garantire un supporto concreto ai familiari delle persone decedute per infortuni professionali, facilitando l'accesso all'istruzione e la costruzione di un futuro autonomo. Le borse di studio sono destinate ai figli delle vittime del lavoro che intendano proseguire gli studi secondari o universitari, rappresentando un riconoscimento del valore della vita umana e un impegno concreto per il futuro delle famiglie colpite.

I criteri di accesso alle borse di studio e le modalità di erogazione sono stati definiti con provvedimenti dell'INAIL, che gestisce il fondo dedicato. Il riconoscimento è subordinato alla verifica della natura professionale dell'infortunio mortale e alla sussistenza dei requisiti di parentela con la vittima. Le domande vengono valutate da una commissione appositamente istituita, che tiene conto delle condizioni economiche del nucleo familiare e del merito scolastico o accademico dei richiedenti. L'importo delle borse di studio è differenziato in funzione del tipo di corso di studi e della situazione economica del beneficiario.

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio riconoscimento del valore della prevenzione e della tutela della vita umana nei luoghi di lavoro. Il messaggio che emerge con chiarezza è che ogni infortunio mortale rappresenta una tragedia che va oltre la dimensione individuale, coinvolgendo l'intera comunità familiare e sociale. L'istituzione delle borse di studio costituisce un atto di solidarietà concreta che, pur non potendo risarcire la perdita subita, offre prospettive concrete per il futuro dei superstiti. Le imprese sono chiamate a considerare questa iniziativa come ulteriore monito rispetto all'importanza della prevenzione, consapevoli che gli infortuni sul lavoro hanno conseguenze che si estendono ben oltre il momento dell'evento.

Dati INAIL 2025: il bilancio infortunistico

I dati INAIL relativi all'anno 2025 fotografano una realtà ancora drammatica per quanto riguarda l'infortunistica sul lavoro in Italia. Il bilancio complessivo evidenzia una lieve flessione nel numero complessivo di infortuni rispetto all'anno precedente, ma conferma la gravità della situazione con oltre mille decessi registrati nel corso dell'anno. Questi numeri, che rappresentano una media di oltre tre morti al giorno, impongono una riflessione profonda sull'efficacia delle politiche di prevenzione e sulla necessità di interventi sempre più incisivi. Il fenomeno infortunistico mantiene dimensioni inaccettabili nonostante i progressi compiuti nella normazione e nella formazione, evidenziando la persistenza di criticità strutturali che richiedono interventi sistemici.

L'analisi dei dati per settore di attività economica conferma la particolare gravità del comparto delle costruzioni, che registra i tassi di incidentalità più elevati, seguito dall'industria manifatturiera e dall'agricoltura. All'interno di questi settori, le piccole e medie imprese presentano mediamente tassi di infortunio superiori rispetto alle grandi imprese, verosimilmente in relazione a minori disponibilità per investimenti in sicurezza e a minore maturità dei sistemi di gestione. I lavoratori stranieri risultano sovrarappresentati tra le vittime di infortuni gravi e mortali, evidenziando situazioni di particolare vulnerabilità che richiedono interventi mirati di informazione e formazione.

La dimensione territoriale del fenomeno mostra significative differenze tra Nord e Sud, con le regioni settentrionali che registrano i numeri assoluti più elevati in relazione alla maggiore densità di attività produttive, mentre i tassi di incidenza risultano spesso superiori nel Mezzogiorno. Questi dati suggeriscono l'esistenza di fattori strutturali legati al tessuto economico e produttivo delle diverse aree del paese che influenzano significativamente i livelli di sicurezza. Le politiche di prevenzione dovranno tenere conto di queste specificità territoriali, adattando gli interventi alle caratteristiche dei diversi contesti produttivi.

1.093 decessi e +11,3% malattie professionali

Il dato più drammatico del bilancio INAIL 2025 riguarda il numero di decessi sul lavoro, che ammonta a 1.093 unità. Questa cifra, pur in lieve calo rispetto all'anno precedente, conferma l'Italia tra i paesi europei con i più elevati tassi di mortalità sul lavoro. Ogni singola vittima rappresenta una famiglia distrutta, una comunità ferita, un fallimento collettivo del sistema di prevenzione. La distribuzione per età delle vittime mostra una sovrarappresentazione dei lavoratori maturi e anziani, che presentano maggiore esposizione a rischi legati all'anzianità di servizio e alla maggiore permanenza in ambienti di lavoro potenzialmente pericolosi nel corso della vita lavorativa.

Il dato sulle malattie professionali desta particolare preoccupazione, con un incremento dell'11,3% rispetto all'anno precedente. Questo aumento riflette probabilmente una combinazione di fattori, tra cui il miglioramento delle capacità di diagnosi, l'invecchiamento della popolazione lavorativa e l'emergere di nuovi rischi legati alle trasformazioni dei processi produttivi e all'introduzione di nuove sostanze e tecnologie. Le malattie muscolo-scheletriche e le patologie respiratorie continuano a rappresentare le categorie più diffuse, ma crescono significativamente anche i tumori professionali, che presentano tempi di manifestazione particolarmente lunghi e risultano spesso difficili da riconoscere e indennizzare.

L'aumento delle malattie professionali segnala la necessità di un rafforzamento delle attività di sorveglianza sanitaria e di un maggiore investimento nella prevenzione dei rischi cronici, che spesso ricevono minore attenzione rispetto ai rischi acuti di infortunio. La cultura della sicurezza dovrebbe estendersi oltre la prevenzione degli incidenti immediati per abbracciare la tutela della salute a lungo termine dei lavoratori, considerando gli effetti cumulativi dell'esposizione a fattori di rischio anche di modesta entità ma prolungata nel tempo. Le imprese sono chiamate a integrare questa prospettiva nella propria gestione della sicurezza, adottando approcci preventivi che tengano conto dell'intero arco di vita lavorativa dei propri dipendenti.

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Settori più colpiti e tendenze

L'analisi settoriale dei dati INAIL conferma il primato negativo del comparto delle costruzioni, che registra i tassi di mortalità più elevati in relazione alla natura intrinsecamente pericolosa delle attività svolte e alla presenza di rischi multipli quali lavori in quota, movimentazione di carichi pesanti, utilizzo di macchinari pericolosi e esposizione agli agenti atmosferici. Le costruzioni sono seguite dall'industria manifatturiera, dove permangono rischi significativi legati all'utilizzo di macchinari, sostanze chimiche e processi produttivi complessi, e dall'agricoltura, che presenta rischi specifici legati all'utilizzo di macchine agricole, alla manipolazione di prodotti fitosanitari e alle condizioni di lavoro in ambienti aperti.

I servizi e il commercio presentano tassi di incidentalità inferiori rispetto ai settori industriali, ma non sono esenti da rischi significativi, particolarmente in relazione ai rischi ergonomici legati alla movimentazione manuale dei carichi e alle patologie da stress lavoro-correlato. La crescita del terziario e la diffusione del lavoro d'ufficio hanno modificato il panorama dei rischi professionali, portando all'attenzione fenomeni prima marginali quali le patologie muscolo-scheletriche da postura scorretta e i disturbi visivi e psicosociali legati all'utilizzo intensivo di videoterminali. Queste forme di disagio, pur raramente mortali, determinano costi significativi per il sistema sanitario e per le imprese in termini di assenze e ridotta produttività.

Le tendenze emergenti mostrano una crescente attenzione verso i rischi legati alle nuove tecnologie, quali l'utilizzo di esoscheletri, droni, sistemi di intelligenza artificiale e robot collaborativi. L'introduzione di queste tecnologie nei processi produttivi solleva interrogativi nuovi in materia di sicurezza, che il quadro normativo fatica talvolta a cogliere con la necessaria tempestività. La formazione dei lavoratori e dei responsabili della sicurezza dovrà evolvere per tenere conto di questi sviluppi tecnologici, preparando gli operatori a gestire scenari lavorativi radicalmente diversi da quelli tradizionali. La sfida per il futuro sarà quella di anticipare i rischi emergenti prima che si traducano in eventi infortunistici, piuttosto che reagire a posteriori come avvenuto storicamente.

Come prepararsi: azioni immediate per le aziende

Le imprese che intendono affrontare con successo le sfide normative del 2026 devono avviare immediatamente un processo strutturato di adeguamento che coinvolga tutti i livelli dell'organizzazione aziendale. La prima azione prioritaria consiste nella verifica della posizione formativa dei preposti e dei datori di lavoro che svolgono funzioni di RSPP, accertando l'avvenuto completamento del percorso formativo previsto dall'Accordo Stato-Regioni entro la scadenza del 23 maggio 2026. Le imprese che avessero preposti ancora da formare devono attivarsi immediatamente per la frequenza dei corsi necessari, considerando le tempistiche di erogazione e la disponibilità di posti presso gli organismi formativi accreditati.

La seconda azione riguarda l'adeguamento ai requisiti del RENTRI e l'implementazione della FIR digitale. Le imprese che producono rifiuti speciali devono verificare la propria iscrizione al registro elettronico nazionale, abilitare gli operatori autorizzati alla compilazione dei documenti digitali e testare l'integrazione tra i propri sistemi gestionali e la piattaforma RENTRI. La transizione dalla documentazione cartacea alla gestione completamente digitale richiede una revisione dei processi interni e una formazione specifica del personale addetto, che dovrà acquisire le competenze necessarie per operare efficacemente nel nuovo contesto normativo.

La terza azione concerne la valutazione dell'impatto della patente a crediti sulla propria operatività e l'adozione delle misure necessarie per preservare o migliorare la propria posizione. Le imprese edili devono verificare il proprio punteggio iniziale, identificare le aree di criticità e predisporre piani di miglioramento che consentano di incrementare progressivamente il credito disponibile. La certificazione ISO 45001, se non già conseguita, deve essere considerata come obiettivo strategico per migliorare il proprio posizionamento nel sistema della patente a crediti e per accedere alle riduzioni del tasso INAIL. L'adozione di un sistema di gestione della sicurezza strutturato e certificato rappresenta un investimento che produce benefici su molteplici fronti, dalla conformità normativa all'efficacia operativa.

La quarta azione riguarda la verifica della copertura INAIL per tutte le categorie di soggetti presenti in azienda, compresi gli studenti PCTO e i lavoratori di imprese appaltatrici. La corretta posizione assicurativa costituisce un requisito essenziale per la conformità normativa e per la tutela dei soggetti coinvolti in caso di infortunio. Le imprese devono inoltre verificare che i propri contratti di appalto prevedano clausole adeguate in materia di sicurezza e di coordinamento tra le diverse figure presenti nei luoghi di lavoro, adottando le misure necessarie per prevenire interferenze rischiose tra le attività delle diverse imprese coinvolte.

Conclusioni

Il 2026 si configura come un anno di svolta per la sicurezza sul lavoro in Italia, con scadenze cruciali e novità normative che richiedono un impegno significativo da parte di tutti gli attori del sistema prevenzionistico. L'Accordo Stato-Regioni giunge al suo completamento con la scadenza del 23 maggio, il Decreto Sicurezza Lavoro introduce strumenti innovativi come il badge di cantiere e la patente a crediti, il RENTRI completa la digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti e il Testo Unico si aggiorna per riflettere il passaggio alla ISO 45001. Queste trasformazioni, pur rappresentando sfide significative per le imprese, offrono opportunità concrete per migliorare i livelli di sicurezza e per costruire una cultura della prevenzione più matura e diffusa.

La gestione efficace del cambiamento normativo richiede un approccio proattivo e strutturato, che parta dalla comprensione approfondita delle nuove disposizioni e si traduca in azioni concrete di adeguamento. Le imprese che sapranno anticipare le scadenze e investire adeguatamente nella sicurezza si troveranno in una posizione di vantaggio competitivo, beneficiando delle riduzioni del tasso INAIL, della maggiore credibilità nei confronti dei committenti e della riduzione del rischio infortunistico. Al contrario, le imprese che adotteranno un approccio reattivo rischiano di trovarsi in difficoltà nel rispettare le scadenze, con conseguenze potenzialmente gravi in termini di sanzioni e di esclusione dai cantieri.

In questo contesto di cambiamento, la scelta degli strumenti gestionali assume un ruolo determinante. Ordex HSE Manager rappresenta la soluzione completa per la gestione della sicurezza sul lavoro, capace di supportare le imprese nell'adeguamento alle nuove normative e nella gestione quotidiana degli adempimenti. La piattaforma consente di digitalizzare la documentazione, tracciare la formazione, gestire le scadenze e monitorare i rischi in modo integrato, trasformando la compliance normativa in un'opportunità di efficienza gestionale. Affrontate il 6 con la sicurezza di un partner esperto al vostro fianco.

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Domande Frequenti

Quali sono le principali scadenze normative per la sicurezza sul lavoro nel 2026?

Le scadenze più rilevanti del 2026 sono tre: il 13 febbraio 2026 con l'entrata in vigore generalizzata della FIR digitale per tutti i produttori di rifiuti ai sensi del RENTRI, il 23 maggio 2026 che segna la conclusione del periodo transitorio dell'Accordo Stato-Regioni con l'obbligo di formazione specifica per preposti e datori di lavoro RSPP, e il 31 dicembre 2026 termine per il completamento dell'adeguamento al sistema della patente a crediti per le imprese edili. Ogni scadenza richiede azioni specifiche di adeguamento che le imprese devono pianificare con anticipo.

Cosa cambia con il badge di cantiere digitale?

Il badge di cantiere digitale, gestito dall'INAIL, diventa obbligatorio per tutti i lavoratori presenti nei cantieri temporanei o mobili. Il dispositivo elettronico contiene i dati anagrafici del lavoratore, la formazione effettuata e l'idoneità sanitaria, consentendo alle autorità di controllo l'identificazione immediata e la verifica della regolarità della posizione. Il sistema mira a contrastare il lavoro nero e la presenza di personale non formato in cantiere, con controlli più efficaci e sanzioni più severe per le violazioni.

Come funziona la patente a crediti per le imprese edili?

La patente a crediti subordina l'accesso ai cantieri alla verifica di requisiti specifici in termini di regolarità contributiva, formazione e precedenti infortunistici. Ogni impresa parte con un punteggio che può aumentare o diminuire in base al proprio comportamento. Le imprese con punteggio insufficiente vengono escluse dai cantieri. I criteri tengono conto della certificazione ISO 45001, della formazione dei lavoratori, dell'assenza di violazioni gravi e della regolarità contributiva.

Quali sono i requisiti formativi per i preposti dopo il 23 maggio 2026?

Dopo il 23 maggio 2026, tutti i preposti devono aver frequentato il corso specifico previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 2021, con durata minima di 24 ore per le imprese a rischio medio e 32 ore per le imprese a rischio alto. Il percorso include moduli teorici ed esercitazioni pratiche, erogati da soggetti formatori accreditati. I preposti già in servizio hanno potuto completare l'adeguamento durante il periodo transitorio, mentre quelli assunti dopo il 2021 devono aver frequentato il corso prima dell'inizio dell'attività.

Il RENTRI riguarda solo le grandi imprese?

No, dal 13 febbraio 2026 la FIR digitale tramite RENTRI diventa obbligatoria per tutti i produttori di rifiuti, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa. L'obbligo riguarda sia i produttori di rifiuti speciali pericolosi che non pericolosi, e si applica a tutti i soggetti tenuti alla compilazione del Formulario di Identificazione del Rifiuto. Le piccole imprese devono quindi procedere all'iscrizione al registro elettronico nazionale e all'abilitazione degli operatori.

La certificazione OHSAS 18001 è ancora valida?

No, la OHSAS 18001 è stata sostituita dalla ISO 45001 come standard internazionale di riferimento per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. La transizione dalla OHSAS 18001 alla ISO 45001 si è conclusa nel settembre 2021 e l'edizione gennaio 2026 del Testo Unico riconosce formalmente la ISO 45001 come standard di riferimento. Le imprese certificate OHSAS 18001 devono aver completato il passaggio per mantenere la conformità agli standard internazionali e accedere ai benefici previsti dal sistema INAIL.

INGAS

Scritto da

ing. Alessio S.

Founder & Tech Lead di Ordex · RSPP

Ingegnere informatico e RSPP, è il fondatore di Ordex. Unisce competenza tecnica e normativa per semplificare la gestione della sicurezza sul lavoro e degli adempimenti HSE di aziende e studi di consulenza.

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