RSPP e Ingegnere informatico
Il panorama della formazione preposti 2026: le nuove 12 ore obbligatorie rappresenta una delle novità più significative per la sicurezza sul lavoro negli ultimi anni. Con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative, i datori di lavoro e i responsabili della sicurezza si trovano a dover ripensare completamente i percorsi formativi per questa figura chiave dell'organizzazione aziendale. Il preposto, definito dall'articolo 2 del D.Lgs 81/08 come la persona che sovraintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricezionate, rappresenta un elemento fondamentale nella catena della prevenzione aziendale. Le modifiche introdotte dal legislatore aumentano sensibilmente le ore di formazione obbligatoria, passando dalle tradizionali 8 ore alle nuove 12 ore, e modificano anche la periodicità dell'aggiornamento, che diventa biennale anziché quinquennale. Questo articolo analizza nel dettaglio tutti gli aspetti della riforma, fornendo una guida completa per comprendere gli obblighi, le scadenze e le modalità di adeguamento alla nuova normativa.
Cosa cambia per la formazione dei preposti nel 2026
Le modifiche alla formazione dei preposti rappresentano un cambio di paradigma significativo nella concezione stessa della preparazione di questa figura professionale. Il legislatore, attraverso l'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2022 e le successive integrazioni, ha riconosciuto la necessità di rafforzare le competenze del preposto in risposta all'evoluzione del mondo del lavoro e delle sue problematiche di sicurezza. L'articolo 37 del D.Lgs 81/08, che disciplina la formazione dei lavoratori e dei preposti, è stato oggetto di specifiche disposizioni che modificano profondamente i requisiti formativi. Il preposto, infatti, svolge un ruolo delicato di collegamento tra la direzione aziendale e i lavoratori, dovendo possedere competenze tecniche, relazionali e organizzative adeguate a svolgere efficacemente la sua funzione di vigilanza e controllo.
La riforma risponde a una duplice esigenza: da un lato, quella di fornire ai preposti strumenti più completi per affrontare le sfide contemporanee della sicurezza sul lavoro; dall'altro, quella di uniformare a livello nazionale i percorsi formativi, superando le difformità che si erano accumulate nel tempo tra le diverse regioni. Il quadro normativo precedente, risalente all'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, aveva stabilito un monte ore di 8 ore per la formazione iniziale dei preposti, ma l'esperienza applicativa aveva evidenziato l'inadeguatezza di tale durata rispetto alla complessità delle competenze richieste. Le statistiche sugli infortuni sul lavoro, purtroppo ancora allarmanti, hanno spinto il legislatore a intervenire con misure più incisive.
Il passaggio da 8 a 12 ore: motivazioni e contenuti
Il passaggio da 8 a 12 ore di formazione iniziale non è stato una decisione arbitraria, ma il risultato di un lungo processo di analisi e consultazione che ha coinvolto le parti sociali, gli esperti di settore e le istituzioni competenti. Le 4 ore aggiuntive sono state distribuite tra la parte teorica e quella pratica, con un particolare incremento delle competenze relative alla gestione delle emergenze, alla comunicazione efficace con i lavoratori e all'applicazione corretta delle misure di prevenzione. L'articolo 18 del D.Lgs 81/08, che elenca gli obblighi del preposto, richiede infatti competenze trasversali che vanno dalla conoscenza tecnica dei rischi presenti in azienda alla capacità di coordinamento delle attività lavorative, passando per l'abilità nel gestire situazioni di stress e conflittualità.
I contenuti aggiuntivi riguardano principalmente tre aree tematiche: la prima è quella della leadership e della comunicazione, elementi essenziali per un preposto che deve saper motivare i lavoratori al rispetto delle regole di sicurezza; la seconda area riguarda la gestione delle situazioni di emergenza, con particolare attenzione alle procedure di evacuazione e al primo soccorso; la terza area, infine, concerne l'approfondimento dei rischi specifici legati alle nuove tecnologie e alle modalità di lavoro innovative, come lo smart working e l'utilizzo di dispositivi digitali. Questo ampliamento dei contenuti risponde all'esigenza di formare preposti capaci di operare in contesti lavorativi sempre più complessi e diversificati.
L'aggiornamento diventa biennale (non più quinquennale)
Una delle novità più rilevanti della riforma riguarda la periodicità dell'aggiornamento formativo, che passa da quinquennale a biennale. Questo cambiamento riflette la consapevolezza che le competenze in materia di sicurezza sul lavoro richiedono un costante aggiornamento per mantenere la loro efficacia. L'articolo 37 del D.Lgs 81/08, nella sua formulazione aggiornata, stabilisce che l'aggiornamento periodico del preposto deve avvenire con cadenza biennale, per una durata minima di 6 ore. La riduzione dell'intervallo tra un aggiornamento e il successivo risponde alla necessità di garantire che il preposto sia sempre informato sulle più recenti evoluzioni normative, sulle nuove tipologie di rischio e sulle migliori pratiche di prevenzione.
Il legislatore ha ritenuto che un intervallo quinquennale fosse eccessivamente lungo in un contesto in cui il quadro normativo e le condizioni operative evolvono con rapidità crescente. Le modifiche introdotte dal Jobs Act, le nuove disposizioni sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l'emergere di rischi legati alle nuove tecnologie e alle modifiche organizzative del lavoro rendono necessario un contatto più frequente tra il preposto e i contenuti formativi. L'aggiornamento biennale, della durata di 6 ore, rappresenta quindi un compromesso tra l'esigenza di mantenere aggiornate le competenze e quella di non gravare eccessivamente sulle aziende in termini di tempo e costi.
Programma dettagliato del nuovo corso 12 ore
Il nuovo programma formativo per i preposti si articola in un percorso strutturato che integra aspetti teorici e pratici, con l'obiettivo di sviluppare competenze complete e immediatamente spendibili nel contesto lavorativo. Il corso si sviluppa su due giornate formative, per un totale di 12 ore, suddivise in moduli che affrontano progressivamente le diverse competenze richieste al preposto. La struttura del programma è stata progettata per garantire un apprendimento efficace, partendo dalle basi concettuali per arrivare all'applicazione pratica delle nozioni acquisite. Ogni modulo prevede specifici obiettivi didattici e metodologie di verifica dell'apprendimento, in linea con quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni.
Per un quadro normativo piu ampio, leggi anche il nostro articolo su Corso Trattorista: Macchine Agricole.
La parte teorica del corso, che occupa circa 8 ore del percorso formativo, è dedicata all'acquisizione delle conoscenze normative e tecniche necessarie per comprendere il ruolo del preposto nel sistema di prevenzione aziendale. Questa sezione affronta il quadro normativo di riferimento, con particolare attenzione al D.Lgs 81/08 e alle sue successive modifiche e integrazioni, i concetti fondamentali di risk assessment, le metodologie di identificazione e valutazione dei rischi, e le strategie di comunicazione efficace in materia di sicurezza. La parte teorica include inoltre approfondimenti sui rischi specifici delle diverse tipologie di attività lavorative e sulle misure di prevenzione e protezione adeguate.
Moduli teorici e competenze richieste
I moduli teorici del corso di formazione preposti 2026: le nuove 12 ore obbligatorie sono organizzati in cinque aree di competenza distinte ma interconnesse. La prima area riguarda il quadro normativo e istituzionale della sicurezza sul lavoro, e comprende lo studio del D.Lgs 81/08 con particolare riferimento agli articoli che definiscono ruoli e responsabilità delle figure coinvolte nella prevenzione. In questa sezione vengono analizzati i principi fondamentali della normativa, la struttura del sistema di prevenzione aziendale, i rapporti tra le diverse figure e gli obblighi specifici del preposto previsti dagli articoli 18 e 19 del decreto.
La seconda area teorica concerne la gestione dei rischi e la valutazione degli stessi, con approfondimenti metodologici sulle tecniche di identificazione dei pericoli e di analisi dei rischi. Il preposto deve essere in grado di comprendere il documento di valutazione dei rischi, di individuare le situazioni potenzialmente pericolose e di proporre misure di mitigazione adeguate. La terza area riguarda le tecniche di comunicazione e persuasione, competenze essenziali per svolgere efficacemente la funzione di informazione e sensibilizzazione dei lavoratori verso comportamenti sicuri. La quarta area affronta i rischi specifici e le misure di prevenzione, mentre la quinta area si concentra sulla gestione delle emergenze e sul primo soccorso.
Parte pratica ed esercitazioni
La parte pratica del corso, che occupa le rimanenti 4 ore del percorso formativo, rappresenta un elemento qualificante della nuova formazione preposti. Questa sezione è dedicata all'applicazione delle conoscenze teoriche in situazioni realistiche, attraverso esercitazioni, simulazioni e analisi di casi reali. La metodologia didattica privilegia l'apprendimento attivo, coinvolgendo i partecipanti in esercitazioni di gruppo, role playing e discussioni guidate. L'obiettivo è sviluppare non solo conoscenze, ma anche abilità pratiche e competenze relazionali che il preposto potrà immediatamente utilizzare nel suo ruolo quotidiano.
Le esercitazioni pratiche includono simulazioni di riunioni di coordinamento per la sicurezza, esercitazioni di evacuation drill, analisi di incidenti e quasi-incidenti con individuazione delle cause e delle possibili azioni preventive, e prove pratiche di comunicazione efficace in situazioni di rischio. Particolare rilevanza viene data alle esercitazioni che simulano la gestione di gruppi di lavoro in situazioni di stress o emergenza, permettendo ai partecipanti di sviluppare le competenze necessarie per mantenere la calma e assumere decisioni appropriate sotto pressione. La valutazione della parte pratica avviene attraverso l'osservazione diretta dei partecipanti e la verifica delle competenze acquisite.
Divieto di e-learning: solo aula o videoconferenza
Una delle caratteristiche distintive della nuova formazione preposti 2026: le nuove 12 ore obbligatorie riguarda le modalità di erogazione del corso. Il legislatore ha escluso esplicitamente la possibilità di utilizzare la formazione a distanza asincrona (e-learning) per la formazione iniziale del preposto, ammettendo esclusivamente la modalità frontale in aula o la videoconferenza sincrona. Questa scelta normativa riflette la convinzione che la formazione del preposto richieda un elevato livello di interazione e discussione che non può essere garantito dalle modalità di apprendimento individuale e autodidattico. La presenza fisica o la connessione in tempo reale consentono di sviluppare le competenze relazionali e comunicative essenziali per questa figura.
La decisione di escludere l'e-learning asincrono è stata presa sulla base di considerazioni pedagogiche e di efficacia formativa. La formazione del preposto, infatti, non si limita alla trasmissione di informazioni e conoscenze, ma include anche lo sviluppo di competenze comportamentali e relazionali che richiedono un confronto diretto con il formatore e con gli altri partecipanti. La discussione di casi reali, il confronto tra esperienze diverse e la possibilità di porre domande in tempo reale sono elementi didattici che contribuiscono significativamente all'efficacia del percorso formativo e che non possono essere replicati in modalità asincrona.
Questo aspetto viene analizzato nel dettaglio nella nostra guida su Corso Escavatorista: Macchine Movimento Terra.
Perché il legislatore ha escluso la FAD asincrona
L'esclusione della Formazione a Distanza asincrona dalla formazione iniziale del preposto risponde a precise esigenze di qualità e completezza del percorso formativo. Il legislatore, nell'elaborare le nuove disposizioni, ha tenuto conto delle criticità emerse dall'esperienza applicativa dell'e-learning, che in alcuni contesti si è rivelato poco efficace nello sviluppo delle competenze pratiche e relazionali. La figura del preposto, per la natura delle sue funzioni, richiede una formazione che favorisca lo sviluppo di abilità comunicative, capacità decisionali in situazioni di emergenza e competenze nel gestire i rapporti interpersonali in contesti lavorativi complessi.
Le motivazioni normative si fondano su considerazioni relative all'efficacia della formazione e alla necessità di garantire un livello uniforme di preparazione su tutto il territorio nazionale. L'e-learning asincrona, pur presentando vantaggi in termini di flessibilità e accessibilità, presenta il rischio di standardizzare eccessivamente i contenuti e di non adattarsi alle specificità dei diversi contesti lavorativi. La formazione in aula o in videoconferenza sincrona consente invece di personalizzare l'intervento formativo, di approfondire gli aspetti rilevanti per la specifica realtà aziendale e di favorire lo scambio di esperienze tra partecipanti provenienti da contesti diversi.
Videoconferenza sincrona come alternativa all'aula
La videoconferenza sincrona rappresenta la modalità alternativa ammessa dal legislatore per l'erogazione della formazione preposti, a condizione che garantisca l'interazione in tempo reale tra formatore e partecipanti. Questa soluzione consente di superare le barriere geografiche e di facilitare la partecipazione di preposti operanti in sedi distaccate o in aziende di piccole dimensioni che non possono facilmente organizzare corsi in presenza. La videoconferenza sincrona deve però rispettare requisiti tecnici e didattici specifici per essere considerata valida ai fini dell'assolvimento dell'obbligo formativo.
Affinché la videoconferenza sincrona sia equiparabile alla formazione in aula, è necessario che il sistema utilizzato consenta la visibilità reciproca dei partecipanti, la possibilità di intervenire verbalmente, la condivisione di materiali didattici e l'interazione in tempo reale con il formatore. Devono inoltre essere previsti meccanismi di verifica della partecipazione effettiva, come il controllo della connessione attiva e la verifica dell'identità dei partecipanti. Il formatore deve essere in grado di gestire l'aula virtuale con la stessa efficacia con cui gestirebbe un'aula fisica, stimolando la partecipazione, proponendo discussioni e verificando l'apprendimento dei contenuti.
Scadenze transitorie per i preposti già formati
Il legislatore ha previsto un periodo transitorio per consentire ai preposti già formati secondo la normativa precedente di adeguarsi ai nuovi requisiti. Questo periodo transitorio, articolato in diverse fasi, tiene conto della data di formazione originaria del preposto e stabilisce tempistiche differenziate per l'aggiornamento. L'obiettivo è garantire una transizione graduale che eviti sovraccarichi organizzativi alle aziende, pur assicurando che tutti i preposti raggiungano il nuovo livello di formazione entro tempi ragionevoli. Le scadenze transitorie sono state definite in coerenza con il principio di irretroattività della norma peggiorativa, proteggendo i preposti che avevano già assolto agli obblighi formativi vigenti al momento della loro formazione.
Il quadro normativo transitorio è stato definito con l'intento di contemperare due esigenze contrapposte: da un lato, la necessità di garantire rapidamente un livello di formazione adeguato a tutti i preposti; dall'altro, l'esigenza di non penalizzare eccessivamente coloro che avevano già investito nella formazione secondo le regole precedenti. Le disposizioni transitorie si applicano sia alla formazione iniziale, per i preposti che non avevano ancora completato il percorso formativo, sia all'aggiornamento, per i preposti che dovevano completare il ciclo quinquennale secondo la vecchia normativa.
Preposti formati prima del 23 maggio 2023
I preposti che hanno completato la formazione iniziale prima del 23 maggio 2023, data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, beneficiano di un regime transitorio particolarmente favorevole. Per questa categoria, l'obbligo di frequentare il corso di 12 ore si considera assolto, a condizione che abbiano già frequentato la formazione previgente di 8 ore. Questi preposti dovranno però completare un percorso di adeguamento, che prevede la frequenza di un modulo integrativo di 4 ore, da completare entro il 22 maggio 2026. Questo modulo integrativo consente di acquisire le competenze aggiuntive previste dal nuovo programma, senza dover ripetere l'intero percorso formativo.
Ulteriori informazioni sono disponibili nel nostro approfondimento su Corso RLS: Durata, Contenuti e Aggiornamento.
L'aggiornamento per questa categoria di preposti seguirà la nuova cadenza biennale, con la prima scadenza fissata a due anni dalla data di completamento del modulo integrativo o dalla data di completamento dell'ultimo aggiornamento quinquennale, se già effettuato. In pratica, un preposto formatosi prima del 23 maggio 2023 che abbia già effettuato l'aggiornamento quinquennale entro tale data, dovrà completare il modulo integrativo entro il 22 maggio 2026 e successivamente procedere con aggiornamenti biennali di 6 ore.
Preposti formati tra maggio 2023 e maggio 2025
Per i preposti che hanno frequentato la formazione iniziale nel periodo compreso tra il 23 maggio 2023 e il 22 maggio 2025, il legislatore ha previsto un percorso di adeguamento differenziato. Questi preposti, che hanno già frequentato il corso di 8 ore secondo la normativa previgente, dovranno completare un modulo integrativo di 4 ore per adeguarsi al nuovo standard formativo. Il termine per il completamento di questo modulo è stato fissato al 22 maggio 2027, concedendo un periodo di circa due anni per l'adeguamento.
Questa categoria di preposti non dovrà ripetere l'intero corso di 12 ore, ma potrà frequentare esclusivamente il modulo integrativo, che tratterà i contenuti aggiuntivi rispetto al programma precedente. L'aggiornamento periodico, per questa categoria, seguirà la nuova cadenza biennale, con la prima scadenza fissata a due anni dalla data di completamento del modulo integrativo o dalla data di completamento dell'ultimo aggiornamento quinquennale, secondo le regole vigenti al momento della formazione originaria.
Preposti formati dopo il 24 maggio 2025
I preposti che hanno frequentato la formazione iniziale dopo il 24 maggio 2025 sono soggetti direttamente alle nuove disposizioni e devono frequentare fin dall'inizio il corso di 12 ore secondo il nuovo programma. Per questa categoria, non è prevista alcuna possibilità di utilizzo della formazione preesistente di 8 ore, in quanto la nuova normativa si applica a tutti i percorsi formativi iniziati dopo la data di entrata in vigore delle disposizioni. L'aggiornamento periodico per questi preposti avrà cadenza biennale, con la prima scadenza fissata a due anni dalla data di completamento del corso iniziale.
Questa categoria beneficia però di una maggiore chiarezza normativa, in quanto le regole sono definite in modo univoco fin dall'inizio del percorso formativo. Non vi sono infatti dubbi interpretativi sulla durata del corso, sulle modalità di erogazione e sulla periodicità dell'aggiornamento. I preposti formati dopo il 24 maggio 2025 rappresentano la prima generazione di preposti completamente formati secondo il nuovo paradigma normativo e costituiranno il riferimento per le future generazioni.
| Vecchia normativa | Nuova normativa 2026 |
|---|---|
| Formazione iniziale: 8 ore | Formazione iniziale: 12 ore |
| Aggiornamento: 5 anni (32 ore in 5 anni) | Aggiornamento: 2 anni (6 ore biennali) |
| Modalità: aula, videoconferenza, e-learning | Modalità: solo aula o videoconferenza sincrona |
| Validità formazione: illimitata | Aggiornamento biennale obbligatorio |
| Contenuti: 8 ore teoriche | Contenuti: 8 ore teoriche + 4 ore pratiche |
Aggiornamento biennale: contenuti e modalità
L'aggiornamento biennale rappresenta una delle novità più significative del nuovo impianto normativo per la formazione dei preposti. A differenza del regime precedente, che prevedeva un aggiornamento quinquennale di 32 ore distribuite nell'arco di cinque anni, la nuova disciplina stabilisce un obbligo di aggiornamento ogni 24 mesi, per una durata complessiva di 6 ore. Questa modifica risponde all'esigenza di garantire un mantenimento costante delle competenze del preposto, evitando che l'arco temporale quinquennale potesse determinare un'eccessiva distanza tra la formazione iniziale e le effettive esigenze operative. L'aggiornamento biennale rappresenta un impegno maggiore per le aziende, ma assicura una preparazione più aggiornata e continua dei preposti.
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Le modalità di erogazione dell'aggiornamento biennale seguono le stesse regole previste per la formazione iniziale: è ammessa esclusivamente la formazione in aula o in videoconferenza sincrona, con esclusione dell'e-learning asincrona. Questa scelta normativa sottolinea l'importanza che il legislatore attribuisce all'interazione diretta anche nelle attività di aggiornamento, ritenendo che anche la semplice revisione e approfondimento dei contenuti richieda un confronto costruttivo con il formatore e con gli altri partecipanti. L'aggiornamento può essere erogato anche attraverso moduli brevi distribuiti nell'arco del biennio, purché il monte ore complessivo sia raggiunto.
Le 6 ore di aggiornamento: cosa prevedono
Il contenuto dell'aggiornamento biennale non è predeterminato in modo rigido, ma deve rispondere a specifici criteri di rilevanza e attualità. L'Accordo Stato-Regioni stabilisce che l'aggiornamento debba vertere su tematiche nuove o di approfondimento rispetto ai contenuti della formazione iniziale, con particolare attenzione alle evoluzioni normative, all'emergere di nuovi rischi e alle best practice maturate sul campo. Il formatore ha quindi discrezionalità nella definizione dei contenuti specifici dell'aggiornamento, nel rispetto degli obiettivi generali del percorso formativo e delle esigenze specifiche dei partecipanti.
Le tematiche che tipicamente caratterizzano l'aggiornamento biennale includono le novità legislative e regolamentari intervenute nel periodo di riferimento, l'analisi di nuovi rischi emergenti legati all'evoluzione tecnologica e organizzativa del lavoro, la condivisione di esperienze e casi studio significativi, e l'approfondimento di aspetti specifici della sicurezza nel settore di appartenenza dei partecipanti. L'aggiornamento può inoltre includere sessioni dedicate alla discussione di problemi riscontrati dai preposti nell'esercizio delle loro funzioni, consentendo un confronto costruttivo e la condivisione di soluzioni efficaci.
Calendario per non perdere le scadenze
La gestione delle scadenze formative rappresenta una sfida significativa per le aziende, soprattutto quando si trovano a dover coordinare gli aggiornamenti di più preposti con calendari diversi. È essenziale predisporre un sistema di monitoraggio che consenta di tracciare le scadenze di ogni preposto e di pianificare con anticipo gli interventi formativi necessari. Il primo passo consiste nel verificare la data di completamento della formazione iniziale di ogni preposto e di calcolare le scadenze degli aggiornamenti successivi, tenendo conto delle specificità del regime transitorio applicabile.
Per i preposti formati prima del 23 maggio 2023, la scadenza per il modulo integrativo di 4 ore è fissata al 22 maggio 2026, mentre la prima scadenza di aggiornamento biennale sarà determinata in base alla data di completamento del modulo integrativo. Per i preposti formati tra maggio 2023 e maggio 2025, la scadenza per il modulo integrativo è il 22 maggio 2027. Per i preposti formati dopo il 24 maggio 2025, la prima scadenza di aggiornamento biennale cade due anni dopo la data di completamento della formazione iniziale. Un sistema di gestione informatizzata delle scadenze formative può semplificare significativamente questo compito.
Sanzioni per mancata formazione del preposto
Il mancato assolvimento degli obblighi formativi da parte del preposto espone il datore di lavoro a sanzioni significative, previste dall'articolo 55 del D.Lgs 81/08. La normativa classifica la violazione degli obblighi di formazione tra le violazioni gravi, punibili con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro. Questa previsione sanzionatoria evidenzia la rilevanza che il legislatore attribuisce alla formazione del preposto quale elemento essenziale del sistema di prevenzione aziendale. La responsabilità per la mancata formazione grava sul datore di lavoro, che ha l'obbligo di assicurare che il preposto disponga delle competenze necessarie per svolgere le sue funzioni.
Le sanzioni si applicano indipendentemente dal fatto che la mancata formazione abbia determinato o meno un danno effettivo ai lavoratori. Il solo inadempimento dell'obbligo formativo è infatti sufficiente per l'applicazione della sanzione, in quanto la formazione del preposto è considerata un presupposto necessario per il corretto funzionamento del sistema di sicurezza aziendale. La gravità della sanzione riflette la consapevolezza che un preposto non adeguatamente formato può compromettere l'efficacia dell'intero sistema di prevenzione, con potenziali conseguenze gravi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
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Oltre alle sanzioni penali previste per il datore di lavoro, la mancata formazione del preposto può determinare ulteriori conseguenze in termini di responsabilità amministrativa e di esclusione da appalti pubblici. L'articolo 80 del Codice dei contratti pubblici, ad esempio, prevede che la mancata assunzione degli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro possa costituire causa di esclusione dalla partecipazione alle gare. È quindi fondamentale che le aziende adottino tutte le misure necessarie per garantire l'assolvimento degli obblighi formativi dei propri preposti, evitando non solo le sanzioni dirette, ma anche le ricadute reputazionali e operative che possono derivare da un mancato rispetto della normativa.
Domande Frequenti
Qual è la differenza tra la vecchia formazione preposti di 8 ore e la nuova formazione di 12 ore?
La nuova formazione preposti 2026: le nuove 12 ore obbligatorie si distingue dalla precedente per diversi elementi qualitativi. La durata aumenta da 8 a 12 ore, con un incremento di 4 ore dedicato prevalentemente alla parte pratica e alle competenze relazionali. I contenuti sono stati ampliati per includere aspetti legati alla gestione delle emergenze, alla comunicazione efficace e ai nuovi rischi emergenti. Inoltre, l'aggiornamento passa da quinquennale a biennale, con un monte ore di 6 ore ogni due anni. Infine, l'e-learning asincrona non è più ammesso per la formazione iniziale, che deve essere erogata in aula o in videoconferenza sincrona.
I preposti già formati con il vecchio corso di 8 ore devono rifare tutto il percorso?
No, i preposti già formati non devono ripetere l'intero percorso di 12 ore. Secondo le disposizioni transitorie, chi ha completato la formazione prima del 23 maggio 2023 deve frequentare un modulo integrativo di 4 ore entro il 22 maggio 2026. Chi ha completato la formazione tra maggio 2023 e maggio 2025 deve frequentare il modulo integrativo entro il 22 maggio 2027. Solo dopo il completamento del modulo integrativo, questi preposti proseguiranno con gli aggiornamenti biennali di 6 ore secondo il nuovo regime.
È possibile utilizzare l'e-learning per la formazione dei preposti?
No, per la formazione iniziale dei preposti l'e-learning asincrona non è ammesso. Il legislatore ha esplicitamente previsto che la formazione debba essere erogata in modalità frontale in aula oppure in videoconferenza sincrona. Questa scelta è motivata dalla necessità di garantire un elevato livello di interazione e discussione, ritenuto essenziale per lo sviluppo delle competenze relazionali e comunicative richieste al preposto. L'e-learning rimane invece ammesso per la formazione dei lavoratori, ma non per le figure con responsabilità specifiche come il preposto.
Qual è la scadenza per il modulo integrativo dei preposti formati prima del 23 maggio 2023?
I preposti che hanno completato la formazione iniziale prima del 23 maggio 2023 devono completare il modulo integrativo di 4 ore entro il 22 maggio 2026. Successivamente, dovranno seguire il regime di aggiornamento biennale con corsi di 6 ore ogni due anni. È importante rispettare questa scadenza, in quanto la mancata formazione espone il datore di lavoro alle sanzioni previste dall'articolo 55 del D.Lgs 81/08, che prevedono l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
L'aggiornamento biennale può essere diviso in moduli più brevi?
Sì, l'aggiornamento biennale di 6 ore può essere erogato anche attraverso moduli più brevi distribuiti nell'arco del biennio, purché il monte ore complessivo sia raggiunto. Non è quindi necessario frequentare un unico corso di 6 ore, ma è possibile partecipare a più sessioni formative di durata inferiore, sommate alle quali si raggiunga il totale richiesto. Questa flessibilità consente alle aziende di organizzare la formazione in modo più compatibile con le esigenze operative, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi.
Come gestire le scadenze formative dei preposti con Ordex
La gestione delle scadenze formative dei preposti rappresenta una sfida organizzativa significativa, soprattutto per le aziende con numerosi preposti distribuiti su più sedi o stabilimenti. Ordex HSE Manager offre una soluzione completa per la gestione informatizzata della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, consentendo di tracciare in tempo reale lo stato formativo di ogni preposto, di ricevere notifiche automatiche in prossimità delle scadenze e di pianificare gli interventi formativi con anticipo. Il sistema si integra con i principali strumenti di gestione aziendale e consente di generare report dettagliati sulla situazione formativa dell'organizzazione.
La piattaforma Ordex permette inoltre di gestire l'intero ciclo di vita della formazione, dalla pianificazione dei corsi all'erogazione dei attestati, dalla verifica dell'apprendimento alla conservazione della documentazione. Grazie alle funzionalità di analisi e reportistica, è possibile identificare tempestivamente i gap formativi e intervenire prima che si verifichino violazioni degli obblighi normativi. Il sistema supporta anche la gestione delle diverse tipologie di formazione, inclusa la formazione in aula, la videoconferenza sincrona e, per le figure per cui è ammessa, l'e-learning. L'integrazione con i calendari aziendali consente di evitare sovrapposizioni e di ottimizzare la partecipazione dei preposti alle attività formative.
Ordex HSE Manager include inoltre un modulo specifico per la gestione del regime transitorio della formazione preposti, che consente di classificare automaticamente ogni preposto in base alla data di completamento della formazione originaria e di calcolare le scadenze applicabili secondo le nuove disposizioni. Il sistema genera automaticamente piani di adeguamento personalizzati e invia promemoria ai responsabili interessati, garantendo il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa. Questa funzionalità è particolarmente utile per le aziende che devono gestire contemporaneamente preposti in diverse situazioni transitorie, evitando errori di classificazione e mancate scadenze.
Conclusioni
La riforma della formazione preposti 2026: le nuove 12 ore obbligatorie rappresenta un passaggio significativo verso un sistema di prevenzione più efficace e strutturato. L'aumento delle ore formative, il passaggio all'aggiornamento biennale e l'esclusione dell'e-learning asincrona rispondono all'esigenza di garantire preposti adeguatamente preparati ad affrontare le sfide della sicurezza sul lavoro contemporanea. Le aziende devono ora adeguarsi a questi nuovi requisiti, gestendo al contempo il regime transitorio per i preposti già formati. È essenziale comprendere le diverse scadenze applicabili e pianificare con anticipo gli interventi formativi necessari, evitando sanzioni e garantendo la continuità operativa dell'organizzazione.
L'adeguamento alla nuova normativa richiede un approccio proattivo e una pianificazione accurata delle risorse formative. Le aziende dovrebbero valutare fin da ora lo stato formativo di tutti i propri preposti, identificare le scadenze prioritarie e contattare i fornitori di formazione accreditati per la programmazione dei corsi. Un ritardo nell'adeguamento potrebbe esporre l'azienda a rischi sanzionatori significativi e compromettere l'efficacia del sistema di sicurezza. La formazione del preposto non è un mero adempimento burocratico, ma un investimento nella sicurezza dei lavoratori e nella sostenibilità dell'impresa nel lungo periodo.
Scopri come Ordex HSE Manager può aiutartiScritto da
ing. Alessio S.Founder & Tech Lead di Ordex · RSPP
Ingegnere informatico e RSPP, è il fondatore di Ordex. Unisce competenza tecnica e normativa per semplificare la gestione della sicurezza sul lavoro e degli adempimenti HSE di aziende e studi di consulenza.