RSPP e Ingegnere informatico
La formazione primo soccorso 2026: novità e scadenze rappresenta uno dei temi più rilevanti per datori di lavoro, RSPP e addetti alla sicurezza nelle aziende italiane. Con l'entrata a regime delle nuove disposizioni dell'Accordo Stato-Regioni e le scadenze triennali che si avvicinano per molte realtà produttive, diventa fondamentale comprendere precisamente quali siano gli obblighi formativi aggiornati, le tempistiche da rispettare e le modalità ammesse per l'erogazione dei corsi. Il quadro normativo di riferimento, composto dal D.Lgs 81/08, dal DM 388/03 e dall'Accordo SR del 2021, impone infatti precisi doveri formativi la cui mancata osservanza espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, a responsabilità penali in caso di infortunio. Questo articolo offre una guida completa e aggiornata per affrontare serenamente il 2026, fornendo indicazioni pratiche sulla classificazione delle aziende, sui contenuti formativi richiesti e sulle scadenze da calendarizzare, con un focus particolare sulle novità normative che hanno modificato gli standard formativi negli ultimi anni.
Primo soccorso aziendale 2026: quadro normativo
Il primo soccorso aziendale in Italia trova la sua disciplina fondamentale nel Decreto Ministeriale 388 del 15 luglio 2003, regolamento che stabilisce le disposizioni in materia di primo soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 17, comma 4, lettera b) del D.Lgs 81/08. Questo decreto delegato definisce i requisiti minimi per l'organizzazione del primo soccorso nei luoghi di lavoro, distinguendo tra diverse tipologie di aziende in base alla classificazione del rischio e stabilendo gli obblighi formativi per gli addetti designati dal datore di lavoro. La ratio sottostante a questa disciplina risiede nella necessità di garantire una risposta tempestiva e competente in caso di emergenza sanitaria, riducendo al minimo i tempi di intervento prima dell'arrivo del personale medico specializzato e migliorando significativamente le probabilità di esito positivo per la persona colpita da malore o infortunio.
L'articolo 28 del D.Lgs 81/08, che disciplina il documento di valutazione dei rischi, impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, includendo necessariamente anche i rischi che possono richiedere interventi di primo soccorso. Questa valutazione determina la classificazione dell'azienda nei gruppi previsti dal DM 388/03 e, conseguentemente, il numero minimo di addetti al primo soccorso da designare e la tipologia di formazione da erogare. Il documento di valutazione dei rischi deve contenere specifiche indicazioni sulle misure adottate per garantire il primo soccorso, comprese le informazioni relative alla formazione del personale incaricato e alle attrezzature disponibili, in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 18, comma 1, lettera b) del medesimo decreto, che attribuisce al datore di lavoro l'obbligo di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di primo soccorso.
DM 388/03 e interazione con l'Accordo SR
Il DM 388/03 rappresenta il riferimento normativo primario per l'organizzazione del primo soccorso aziendale, ma la sua applicazione concreta è stata progressivamente integrata e affinata dall'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, successivamente aggiornato con l'Accordo del 22 febbraio 2021. Quest'ultimo ha ridefinito i contenuti formativi minimi per gli addetti al primo soccorso, introducendo elementi di novità significativi rispetto alla versione precedente, con particolare riferimento all'integrazione delle tecniche di utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE) e all'aggiornamento delle procedure di rianimazione cardiopolmonare secondo le più recenti linee guida internazionali. L'Accordo SR costituisce il documento tecnico di riferimento che specifica nel dettaglio i programmi formativi, le modalità di erogazione e i criteri di valutazione dell'apprendimento, costituendo quindi il vero e proprio "manuale operativo" che affianca il decreto ministeriale.
L'interazione tra DM 388/03 e Accordo SR genera talvolta confusione interpretativa, poiché il primo stabilisce i principi generali e i requisiti minimi organizzativi, mentre il secondo dettaglia i percorsi formativi specifici. In particolare, l'Accordo del 2021 ha introdotto una maggiore enfasi sulla parte pratica della formazione, prescrivendo che almeno il 50% delle ore destinate alla formazione sia dedicato ad esercitazioni pratiche su manichini e simulazioni di emergenza. Questa evoluzione normativa risponde all'esigenza di garantire che gli addetti al primo soccorso non si limitino a conoscere teoricamente le procedure, ma siano effettivamente in grado di applicarle correttamente in situazioni di stress e urgenza. Per il 2026, le aziende devono quindi fare riferimento all'ultima versione dell'Accordo SR per la progettazione e l'erogazione dei corsi, sia base che di aggiornamento, assicurandosi che i contenuti siano pienamente conformi alle prescrizioni vigenti.
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Classificazione delle aziende: Gruppi A, B, C
La classificazione delle aziende nei tre gruppi previsti dal DM 388/03 costituisce il passaggio fondamentale per determinare correttamente gli obblighi formativi in materia di primo soccorso. Questa classificazione si basa sulla valutazione dei rischi presenti in azienda, tenendo conto del settore di attività, delle caratteristiche organizzative e dei processi produttivi, con particolare attenzione alla probabilità di insorgenza di situazioni che richiedano intervento di primo soccorso. Il Gruppo A comprende le aziende o unità produttive con attività industriali soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 2 e 3 del DPR 175/88, le aziende agricole con più di cinque lavoratori, le aziende estrattive e le altre attività particolarmente pericolose elencate nell'Allegato I del DM 388/03, caratterizzate da un rischio intrinsecamente più elevato.
Il Gruppo B include le aziende con tre o più lavoratori che non rientrano nel Gruppo A, mentre il Gruppo C comprende le aziende con meno di tre lavoratori anch'esse non rientranti nel Gruppo A. Questa distinzione ha importanti conseguenze sulla formazione: le aziende di Gruppo A devono designare un numero di addetti al primo soccorso proporzionato alla specificità dei rischi presenti e comunque non inferiore a quanto stabilito dall'articolo 9 del DM 388/03, mentre per le aziende di Gruppo B e C i requisiti sono meno stringenti ma comunque significativi. È fondamentale che il datore di lavoro effettui questa classificazione in modo accurato e documentato nel DVR, poiché un'errata classificazione potrebbe comportare un'insufficiente preparazione del personale o, al contrario, un'esposizione a sanzioni per mancato rispetto di requisiti non applicabili alla propria realtà aziendale. La classificazione può essere modificata nel tempo in caso di cambiamenti significativi nell'organizzazione del lavoro o nei processi produttivi, rendendo necessaria una rivalutazione periodica.
Corsi base e aggiornamento triennale
La formazione degli addetti al primo soccorso si articola in due momenti distinti e complementari: il corso base, che conferisce le competenze iniziali necessarie per svolgere le funzioni di primo soccorritore aziendale, e il corso di aggiornamento triennale, che assicura il mantenimento e l'aggiornamento delle competenze acquisite. Il carattere triennale dell'aggiornamento riflette la consapevolezza che le conoscenze e le abilità pratiche nel campo del primo soccorso richiedono un rinforzo periodico per garantire la loro efficacia nel tempo, considerata anche l'evoluzione delle tecniche di soccorso e delle linee guida internazionali. L'articolo 3, comma 5 del DM 388/03 stabilisce che la formazione dei lavoratori designati deve essere repetuta periodicamente con cadenza triennale, e tale prescrizione è stata confermata e dettagliata dall'Accordo SR, che ha specificato durata e contenuti dei diversi percorsi formativi in funzione della classificazione aziendale.
La distinzione tra corso base e corso di aggiornamento non è meramente formale, ma risponde a logiche pedagogiche e di efficacia formativa differenti. Il corso base ha l'obiettivo di trasmettere tutte le competenze necessarie partendo da zero, con un approccio che combina acquisizione di conoscenze teoriche e sviluppo di abilità pratiche, richiedendo quindi un monte ore maggiore. Il corso di aggiornamento, invece, ha natura prevalentemente di revisione e approfondimento, presupponendo che i partecipanti possiedano già le conoscenze fondamentali, e può quindi concentrarsi sui punti critici, sulle novità normative e sulle tecniche che richiedono maggiore esercitazione. Per entrambe le tipologie di corso, l'Accordo SR prescrive che la parte pratica costituisca almeno il 50% del tempo formativo, e che l'erogazione avvenga necessariamente in presenza, con esercitazioni su manichini e simulazioni di scenari di emergenza realistici.
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Gruppo A: 16 ore base, 6 ore aggiornamento
Le aziende classificate nel Gruppo A, essendo caratterizzate da rischi più elevati e dalla possibilità di incidenti potenzialmente più gravi, sono tenute a garantire ai propri addetti al primo soccorso una formazione più approfondita rispetto agli altri gruppi. Il corso base per il Gruppo A ha una durata complessiva di 16 ore, distribuite preferibilmente su più giornate per consentire l'assimilazione graduale dei contenuti e la necessaria ripetizione delle esercitazioni pratiche. Questa durata consente di affrontare in modo completo tutti i moduli formativi previsti dall'Accordo SR, che comprendono la classificazione delle emergenze sanitarie, le tecniche di rianimazione cardiopolmonare per adulti e bambini, l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, il controllo delle emorragie e la gestione delle ustioni, il supporto in caso di traumi e lesioni spinali, nonché le procedure di comunicazione con il sistema di emergenza 118.
Il corso di aggiornamento per il Gruppo A, della durata di 6 ore, deve essere frequentato entro il termine di tre anni dalla conclusione del corso base o dell'ultimo aggiornamento. Durante queste 6 ore, i partecipanti affrontano una revisione critica delle tecniche apprese, con particolare attenzione alle manovre che richiedono maggiore coordinamento e precisione, come la rianimazione cardiopolmonare e l'utilizzo del DAE. L'aggiornamento include inoltre l'illustrazione delle eventuali novità normative o delle nuove linee guida internazionali sopravvenute, nonché esercitazioni pratiche su scenari di emergenza simulati che consentono di mantenere attive le competenze acquisite. È importante sottolineare che il mancato completamento dell'aggiornamento entro il termine triennale comporta la decadenza della qualifica di addetto al primo soccorso, rendendo necessario ripetere l'intero corso base per poter nuovamente svolgere tali funzioni.
Gruppi B e C: 12 ore base, 4 ore aggiornamento
Per le aziende classificate nei Gruppi B e C, la normativa prevede un percorso formativo più contenuto, pur mantenendo gli stessi obiettivi di competenza in materia di primo soccorso. Il corso base per questi gruppi ha una durata di 12 ore, sempre ripartite tra parte teorica e parte pratica secondo il rapporto 50% indicato dall'Accordo SR. Questa durata ridotta rispetto al Gruppo A riflette la minore complessità dei rischi presenti in queste aziende, ma non compromette la completezza della formazione, che comprende comunque tutti gli elementi essenziali per un intervento di primo soccorso efficace: il riconoscimento delle emergenze sanitarie, le tecniche di base di rianimazione cardiopolmonare, la gestione delle emorragie e delle ferite, il supporto in caso di malori improvvisi, nonché le procedure di comunicazione con il sistema emergenza.
Il corso di aggiornamento per i Gruppi B e C ha una durata di 4 ore, anch'esso da completare con cadenza triennale. Durante queste 4 ore, gli addetti al primo soccorso rivedono le manovre fondamentali, consolidano le procedure di intervento e approfondiscono eventuali aspetti che richiedono maggiore attenzione alla luce dell'esperienza maturata sul campo. Anche per questi gruppi, la parte pratica riveste un ruolo centrale, con esercitazioni su manichini che consentono di mantenere la padronanza delle tecniche di rianimazione e di primo soccorso. La scadenza dell'aggiornamento triennale ha la medesima valenza che per il Gruppo A: il lavoratore che non frequenti il corso di aggiornamento entro il termine stabilito perde la qualifica di addetto al primo soccorso e deve ripetere l'intero percorso formativo base per poter essere nuovamente designato. Questa uniformità di trattamento, pur a fronte di percorsi formativi di diversa durata, garantisce che tutti gli addetti al primo soccorso, indipendentemente dalla classificazione aziendale, possiedano competenze aggiornate e verificabili.
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Scadenze aggiornamento 2026
Il 2026 rappresenta un anno cruciale per molte aziende italiane in materia di formazione primo soccorso 2026: novità e scadenze, poiché numerose designazioni di addetti al primo soccorso giungono al termine del triennio di validità formativa. La scadenza dell'aggiornamento è strettamente legata alla data di completamento del corso base o dell'ultimo aggiornamento frequentato, e non esistono proroghe automatiche o differimenti consentiti dalla normativa vigente. Il datore di lavoro ha l'obbligo di verificare sistematicamente le scadenze formative dei propri addetti al primo soccorso e di pianificare con anticipo la partecipazione ai corsi di aggiornamento, evitando situazioni di non conformità che potrebbero emergere in caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza o, peggio, in caso di necessità di intervento di primo soccorso da parte di personale non più formalmente qualificato.
La pianificazione delle scadenze richiede un'attenta organizzazione, poiché i corsi di aggiornamento hanno una durata significativa e devono essere frequentati nella loro interezza per confermare il mantenimento della qualifica. Per il Gruppo A, le 6 ore di aggiornamento possono essere distribuite su una o due giornate, mentre per i Gruppi B e C le 4 ore sono generalmente concentrate in un'unica giornata formativa. La disponibilità di posti nei corsi organizzati dagli enti accreditati tende a ridursi man mano che ci si avvicina alla scadenza del triennale, rendendo consigliabile prenotare con largo anticipo, preferibilmente con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla data di scadenza. Alcune aziende, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, preferiscono organizzare corsi interni, che consentono di ottimizzare i tempi e di calibrare i contenuti sulle specificità del proprio settore di attività, sempre nel rispetto dei programmi minimi previsti dall'Accordo SR.
Chi deve aggiornare entro fine anno
Devono completare l'aggiornamento della formazione primo soccorso entro il 31 dicembre 2026 tutti gli addetti al primo soccorso che hanno completato il corso base o l'ultimo aggiornamento nel corso del 2023. Questa categoria comprende un numero significativo di lavoratori in tutto il territorio nazionale, considerando che la formazione triennale ha interessato progressivamente tutte le aziende a partire dall'entrata in vigore del DM 388/03. È importante verificare con precisione la data di completamento del percorso formativo, poiché il termine triennale decorre dalla data di effettiva conclusione del corso, comprensiva di eventuali sessioni di verifica finale, e non dalla data di emissione dell'attestato, che potrebbe essere posteriore. Un lavoratore che abbia completato il corso il 15 marzo 2023 dovrà frequentare l'aggiornamento entro il 15 marzo 2026, non entro il 31 dicembre, e analogamente per ogni altra data di completamento.
L'identificazione dei lavoratori che devono aggiornare entro fine anno richiede un'analisi sistematica dei registri formativi aziendali, confrontando le date di completamento dei percorsi formativi con la data corrente. Per le aziende con numerosi addetti al primo soccorso, può essere utile predisporre un calendario di scadenze che consenta di visualizzare con immediatezza le prossime scadenze e di programmare le attività formative con adeguato anticipo. Il RSPP e il datore di lavoro hanno responsabilità congiunte nel garantire il rispetto delle scadenze formative: il primo nell'ambito delle proprie funzioni di assistenza e consulenza, il secondo come titolare dell'obbligo primario di sicurezza. La mancata ottemperanza all'obbligo di aggiornamento costituisce una violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera b) del D.Lgs 81/08, con le conseguenti sanzioni amministrative previste dall'articolo 55, comma 1, lettera c) del medesimo decreto, che possono raggiungere importi significativi in caso di pluralità di violazioni o di recidiva.
Modalità ammesse: solo in aula con parte pratica
L'Accordo Stato-Regioni del 2021 ha introdotto prescrizioni inequivocabili in merito alle modalità di erogazione della formazione in materia di primo soccorso, stabilendo che sia i corsi base che i corsi di aggiornamento devono essere svolti esclusivamente in presenza, con obbligatoria componente pratica. Questa scelta normativa risponde alla consapevolezza che le competenze di primo soccorso, per essere realmente efficaci, non possono essere acquisite attraverso modalità a distanza o puramente teoriche, ma richiedono necessariamente l'esecuzione diretta delle manovre su manichini e la simulazione di scenari di emergenza che consentano di sviluppare non solo le conoscenze, ma anche le abilità pratiche e le capacità di reazione in situazioni di stress. Pertanto, non sono ammesse modalità di formazione completamente online o ibride che prevedano una quota significativa di formazione a distanza; la presenza fisica del partecipante per tutta la durata del corso costituisce un requisito inderogabile per il conseguimento dell'attestato di formazione.
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La parte pratica, che come detto deve rappresentare almeno il 50% del monte ore formativo, comprende esercitazioni su manichini per le tecniche di rianimazione cardiopolmonare, simulazioni dell'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, esercitazioni per il controllo delle emorragie e la medicazione delle ferite, nonché scenari simulati che richiedano l'applicazione coordinata delle diverse competenze acquisite. Queste esercitazioni devono essere condotte da docenti qualificati, in possesso dei requisiti previsti dall'Accordo SR, e devono prevedere un rapporto adeguato tra numero di partecipanti e disponibilità di manichini, in modo da garantire a ciascun allievo la possibilità di eseguire personalmente le manovre. La verifica finale dell'apprendimento, che precede il rilascio dell'attestato, deve anch'essa prevedere una componente pratica, con dimostrazione delle tecniche apprese su manichino o attraverso simulazione. Solo completando tutte queste fasi il lavoratore ottiene la qualifica di addetto al primo soccorso, che ha validità triennale e deve essere rinnovata attraverso la partecipazione a un nuovo corso di aggiornamento.
Defibrillatori nei luoghi di lavoro: evoluzione normativa
La presenza e l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nei luoghi di lavoro hanno assunto un'importanza crescente negli ultimi anni, sia per l'evoluzione normativa che per la crescente consapevolezza dell'importanza della defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco. La Legge 120 del 3 aprile 2001 ha autorizzato l'utilizzo del DAE da parte di personale non sanitario, purché adeguatamente formato, aprendo la strada alla diffusione di questi dispositivi anche in ambito aziendale. Successivamente, numerose leggi regionali hanno disciplinato in modo più dettagliato la materia, spesso integrando o estendendo gli obblighi previsti dalla normativa statale, con l'obiettivo di garantire una maggiore disponibilità di defibrillatori nei luoghi ad alta frequentazione, incluse le sedi lavorative di significative dimensioni o operanti in settori caratterizzati da rischio cardiovascolare elevato.
L'Accordo Stato-Regioni del 2021 ha recepito questa evoluzione introducendo nel programma formativo degli addetti al primo soccorso specifici moduli dedicati all'utilizzo del DAE, che sono ora parte integrante sia del corso base che del corso di aggiornamento per tutti i gruppi di aziende. Questa scelta riflette le evidenze scientifiche che dimostrano come la defibrillazione tempestiva, entro i primi minuti dall'insorgenza dell'arresto cardiaco, aumenti drasticamente le probabilità di sopravvivenza della vittima. Per le aziende classificate nel Gruppo A, che presentano rischi maggiori e dove la probabilità di eventi che richiedano intervento di primo soccorso è più elevata, alcune normative regionali prescrivono addirittura l'obbligo di dotazione di DAE, con conseguenti obblighi formativi specifici per gli addetti designati al loro utilizzo. È fondamentale che il datore di lavoro verifichi la normativa applicabile nella propria regione e, ove previsto, provveda alla dotazione del dispositivo e alla formazione del personale, integrando queste attività nel piano di primo soccorso aziendale.
Gestire le scadenze primo soccorso con Ordex
La gestione efficace delle scadenze formative in materia di primo soccorso rappresenta una sfida significativa per le aziende, soprattutto per quelle di medie e grandi dimensioni che devono monitorare numerosi addetti con scadenze distribuite nell'arco dell'intero anno solare. Un sistema di gestione strutturato consente di evitare dimenticanze e situazioni di non conformità, garantendo che ogni lavoratore designato come addetto al primo soccorso frequenti il corso di aggiornamento entro il termine triennale. Ordex HSE Manager offre strumenti specifici per questa esigenza, permettendo di monitorare in tempo reale le scadenze formative, di inviare notifiche automatiche ai lavoratori interessati e ai responsabili, e di generare reportistica utile per la verifica periodica dello stato di conformità aziendale. La digitalizzazione di questi processi riduce significativamente il rischio di errori e dimenticanze, liberando tempo prezioso per le attività di core business.
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Oltre al monitoraggio delle scadenze, Ordex consente di gestire l'intero ciclo formativo in materia di sicurezza sul lavoro, dalla pianificazione dei corsi alla verifica dei requisiti dei docenti, dalla gestione degli attestati al tracciamento delle competenze acquisite. Questa visione integrata risulta particolarmente preziosa in un contesto normativo complesso come quello italiano, dove gli obblighi formativi si sovrappongono e si intersecano con normative statali e regionali, accordi conferenza e circolari interpretative. La possibilità di disporre di un cruscotto unico che mostri lo stato di conformità aziendale per tutte le principali aree della sicurezza sul lavoro, incluso il primo soccorso, consente al datore di lavoro e al RSPP di prendere decisioni informate e di intervenire tempestivamente in caso di criticità emergenti. Ordex HSE Manager si propone come partner tecnologico per accompagnare le aziende nel percorso di adempimento degli obblighi normativi, trasformando la gestione della sicurezza da attività amministrativa a leva strategica per la tutela dei lavoratori e la continuità operativa dell'impresa.
Domande Frequenti
Cosa succede se non completo l'aggiornamento primo soccorso entro la scadenza triennale?
Il mancato completamento dell'aggiornamento entro il termine triennale comporta la perdita della qualifica di addetto al primo soccorso da parte del lavoratore interessato. Ciò significa che il datore di lavoro non può più considerare quel lavoratore come addetto al primo soccorso per il rispetto degli obblighi di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b) del D.Lgs 81/08, con conseguente obbligo di designare un altro lavoratore in possesso della necessaria formazione. Per recuperare la qualifica, il lavoratore deve frequentare nuovamente l'intero corso base, poiché la normativa non prevede la possibilità di frequentare un corso "riparativo" che ripristini la validità dell'aggiornamento scaduto. Questa situazione genera un periodo di non copertura formativa che espone l'azienda a rischi in caso di emergenza e a potenziali sanzioni in caso di ispezione. È quindi fondamentale pianificare con anticipo la partecipazione ai corsi di aggiornamento, verificando periodicamente le scadenze e prenotando i posti con adeguato anticipo.
I corsi di primo soccorso possono essere svolti completamente online?
No, secondo le prescrizioni dell'Accordo Stato-Regioni del 2021, sia i corsi base che i corsi di aggiornamento per addetti al primo soccorso devono essere svolti esclusivamente in presenza, con obbligatoria componente pratica. La formazione a distanza o le modalità e-learning non sono ammesse per questa tipologia di formazione, poiché le competenze di primo soccorso richiedono necessariamente l'esecuzione diretta delle manovre su manichini e la simulazione di scenari di emergenza che non possono essere adeguatamente replicate in modalità virtuale. La parte pratica deve rappresentare almeno il 50% del monte ore formativo e comprende esercitazioni su manichini per le tecniche di rianimazione cardiopolmonare, simulazioni di utilizzo del defibrillatore e scenari che richiedano l'applicazione coordinata delle competenze acquisite. La verifica finale dell'apprendimento deve anch'essa prevedere una componente pratica, con dimostrazione delle tecniche apprese.
Come si stabilisce la classificazione dell'azienda nei gruppi A, B o C?
La classificazione dell'azienda nei gruppi A, B o C ai fini del primo soccorso è determinata dal datore di lavoro sulla base della valutazione dei rischi effettuata ai sensi dell'articolo 28 del D.Lgs 81/08 e documentata nel DVR. Il Gruppo A comprende le aziende con attività industriali soggette a dichiarazione o notifica ai sensi del DPR 175/88, le aziende agricole con più di cinque lavoratori, le aziende estrattive e le altre attività particolarmente pericolose elencate nell'Allegato I del DM 388/03. Il Gruppo B include le aziende con tre o più lavoratori che non rientrano nel Gruppo A, mentre il Gruppo C comprende le aziende con meno di tre lavoratori anch'esse non rientranti nel Gruppo A. Questa classificazione ha conseguenze significative sulla durata dei corsi di formazione e sul numero minimo di addetti al primo soccorso da designare, per cui è importante effettuarla con accuratezza e documentarla adeguatamente nel documento di valutazione dei rischi.
Il corso di aggiornamento è diverso dal corso base anche se i contenuti sono simili?
Sì, il corso di aggiornamento si distingue dal corso base non solo per la durata inferiore, ma anche per la sua finalità pedagogica e per l'approccio didattico. Il corso base ha l'obiettivo di trasmettere tutte le competenze partendo da zero, con un percorso che combina acquisizione di conoscenze teoriche e sviluppo di abilità pratiche in modo progressivo e strutturato. Il corso di aggiornamento, invece, presuppone che i partecipanti possiedano già le competenze fondamentali e si concentra sulla revisione critica delle tecniche apprese, sull'approfondimento degli aspetti che richiedono maggiore attenzione e sull'illustrazione delle eventuali novità normative o delle nuove linee guida internazionali. Per il Gruppo A, il corso base dura 16 ore mentre l'aggiornamento dura 6 ore; per i Gruppi B e C, il base dura 12 ore e l'aggiornamento 4 ore. In entrambi i casi, la parte pratica deve rappresentare almeno il 50% del monte ore.
Quali sanzioni rischia il datore di lavoro per mancata formazione degli addetti al primo soccorso?
Il datore di lavoro che non provveda alla designazione e alla formazione degli addetti al primo soccorso nei modi e nei tempi previsti dalla normativa è soggetto alle sanzioni amministrative previste dall'articolo 55 del D.Lgs 81/08. In particolare, la violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera b), che include l'obbligo di designare i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di primo soccorso, è punita con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro per ciascun lavoratore. Queste sanzioni si applicano sia in caso di mancata designazione degli addetti, sia in caso di mancato aggiornamento della loro formazione entro i termini triennali. Nei casi più gravi, la mancata ottemperanza agli obblighi di primo soccorso può configurare anche una responsabilità penale del datore di lavoro ai sensi dell'articolo 437 del Codice Penale, omicidio colposo o lesioni personali colpose in caso di infortunio o malore occorso a un lavoratore che non abbia potuto ricevere adeguato primo soccorso per carenza di personale formato.
Conclusioni
La formazione primo soccorso 2026: novità e scadenze richiede un'attenzione particolare da parte di datori di lavoro, RSPP e addetti alla sicurezza, considerando che molte designazioni giungono al termine del triennio di validità formativa proprio in questo anno. Il quadro normativo di riferimento, composto dal DM 388/03 e dall'Accordo Stato-Regioni del 2021, stabilisce requisiti precisi in termini di contenuti formativi, modalità di erogazione e cadenza dell'aggiornamento, con distinzioni significative tra aziende di Gruppo A, B e C. La formazione deve essere necessariamente in presenza, con almeno il 50% del tempo dedicato a esercitazioni pratiche su manichini e simulazioni di emergenza, e deve essere completata entro il termine triennale per mantenere la validità della qualifica. La gestione efficace di queste scadenze richiede una pianificazione accurata e strumenti adeguati per il monitoraggio, al fine di evitare situazioni di non conformità che espongono l'azienda a sanzioni significative e, soprattutto, a rischi per la salute dei lavoratori in caso di emergenza. Scopri come Ordex HSE Manager può aiutarti
Scritto da
ing. Alessio S.Founder & Tech Lead di Ordex · RSPP
Ingegnere informatico e RSPP, è il fondatore di Ordex. Unisce competenza tecnica e normativa per semplificare la gestione della sicurezza sul lavoro e degli adempimenti HSE di aziende e studi di consulenza.